La palestra riscaldata per sudare di più è una moda che arriva dagli Stati Uniti e si pone come obiettivo quello di bruciare più grassi grazie all’intensa sudorazione. In alcuni centri si arriva a fare fitness in costume da bagno a una temperatura di 43 gradi.

Sono molte le discipline di fitness che hanno abbracciato questa teoria. La prima in assoluto è stata il Bikram Yoga, che si pratica in una palestra surriscaldata con il 50 per cento di umidità ed è molto in voga tra le star, tra cui Lady Gaga, che la utilizza come forma di allenamento prima della tournée.

Recentemente anche altre discipline come il pilates e lo spinning in alcune palestre vengono praticate in ambienti molto caldi per favorire il dimagrimento. Ma è poi vero che questa intensa sudorazione aiuta a perdere del grasso supplementare rispetto a quello consumato in una sessione di fitness a temperatura normale?

I medici smentiscono e mettono in guardia da questa tendenza. Tutto il peso perso dopo l’allenamento ad alta temperatura è composto per lo più da liquidi e sali minerali, espulsi appunto attraverso il sudore, ma che nulla hanno a che fare con il vero e proprio grasso. Ci sono poi rischi per la salute soprattutto per i cardiopatici.

Tra questi un calo eccessivo della pressione arteriosa, l’alterazione del ritmo cardiaco, astenia e spossatezza fino al rischio più grave di embolia. L’ideale è un allenamento che si svolga a una temperatura media senza gli eccessi delle palestre surriscaldate ne quelli dell’aria condizionata troppo intensa. L’umidità invece non dovrebbe superare mai il 40% per mettersi al riparo da malesseri.

Fonte: Ansa