Il pane al carbone vegetale è una delle ultime mode alimentari: sono sempre di più, infatti, le panetterie, i ristoranti e i bar che lo propongono accanto alle versioni più tradizionali bianche, integrali e ai cereali.

Del resto, si tratta di una novità che non passa certo inosservata dietro al bancone, con il suo insolito colore antracite, perfetto in particolar modo per preparare hamburger e sandwich e far risaltare gli ingredienti dell’imbottitura ancora di più, in maniera elegante e particolare.

Le caratteristiche del pane al carbone vegetale

I prodotti da forno neri si ottengono mescolando alla farina classica (zero o doppio zero) la polvere di carbone vegetale. Il carbone vegetale è ciò che resta della legna bruciata a temperature molto elevate e in atmosfera quasi priva di ossigeno, ed è più che altro noto come integratore, sotto forma di pasticche o compresse, utilizzato come rimedio naturale nella cura di disturbi della digestione e nel controllo dell’aerofagia, del meteorismo ed in generale del gonfiore addominale.

Il giusto dosaggio di polvere nell’impasto con la farina, tra l’altro, è appositamente pensato per non alterare il sapore delle ricette di pane, panini, tramezzini e pizza.

I pro del consumo di pane al carbone vegetale

Gli amanti di questa tipologia di pane sostengono che la presenza del carbone nell’impasto conferisca leggerezza e digeribilità al prodotto, insieme agli intrinseci benefici del carbone stesso.

In realtà, nonostante i benefici del carbone vegetale sotto forma di integratore, non c’è nessuno studio che confermi che i prodotti da forno con l’aggiunta di carbone siano più leggeri e digeribili, e ancora di più non c’è nessun sostegno scientifico finora alla tesi che vuole il consumo del pane nero adatto alla prevenzione dei disturbi gastro-intestinali. Non che l’effetto non ci sia, ma si tratta di quantità talmente minime che non è percepibile.

I contro del consumo di pane al carbone vegetale

Il carbone vegetale, secondo le leggi alimentari europee, è considerato non un ingrediente ma un additivo, il colorante “E 153”, mentre negli Usa non è stato autorizzato per scopi alimentari.

Non esistono controindicazioni per il panenero, ma i diabetici o le persone con disfunzioni tiroidee dovrebbero consumare il carbone vegetale a distanza di almeno 1-2 ore dai farmaci per le loro patologie, mentre i bambini devono fare attenzione con la quantità, perché il carbone vegetale blocca l’assorbimento delle sostanze nutrienti fondamentali per la crescita.