Uno dei prodotti tipici del nostro Paese rischia di scomparire. Il pane di Altamura, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, potrebbe non essere più cucinato seguendo la sua tradizionale ricetta. A lanciare l’allarme è stato il Parco nazionale dell’Alta Murgia, il più grande parco rurale d’Italia che insieme a Legambiente ha organizzato il Festival della Ruralità a Castel del Monte, occasione durante la quale sono stati presentati i risultati di una ricerca decisamente preoccupante: sembra infatti che solo il 2% delle 370 aziende agricole del parco continua a coltivare il simeto, l’appulo, l’arcangelo e il duilio, i quattro tipi autoctoni di grano duro che stanno alla base del pane di Altamura.

Cesare Veronico, presidente del Parco nazionale dell’Alta Murgia, dichiara: “Abbiamo fatto della difesa dell’agricoltura tradizionale una delle nostre battaglie principali. Il nostro territorio è segnato sia geograficamente che culturalmente dalle masserie fortificate, i segni architettonici della storia del pane. E questa cultura non può essere persa: lanciamo un appello per creare le condizioni che permettano il rilancio delle coltivazioni autoctone della Murgia che rischiano di essere sostituite dalle colture estensive industrializzate” .

Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia accusa anche le multinazioni OGM di voler vedere sparire per sempre gli antichi grani, a vantaggio delle nuove varietà su cui hanno il monopolio. A rischio non c’è soltanto il pane di Altamura, ma tanti altri prodotti agricoli pugliesi, tipici e ricchi di sapore e storia.

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