Pochi giorni fa Paola Barale, più che soddisfatta dei risultati ottenuti al timone de “La Pupa e il Secchione“, aveva rilasciato al settimanale “Diva e donna” delle dichiarazioni in merito ai secchioni del reality appena conclusosi con la vittoria della Cipriani e di Bianco.

La Barale aveva dichiarato che, secondo lei, almeno tre dei secchioni del programma di Italia 1 erano gay, per via dei loro modi di fare, dei loro ragionamenti e del modo di rapportarsi con le concorrenti.

In realtà, Paola in un’intervista pubblicata su Gay.tv, nega le precedenti parole:

Non ho mai detto nulla del genere. Figuriamoci se io mi metto a fare questo gossip di bassa lega dopo che per anni mi hanno affibbiato ogni genere di relazione omosessuale. Mi infastidisce l’idea che l’omosessualità continui a essere una cosa su cui fare scoop o scandalo!

La bella bionda torna sui suoi passi e le sue parole sono solo state fraintese? Paola, inoltre, si esprime in merito alla sua partecipazione al reality nei panni di conduttrice:

Inizialmente non volevo farlo, ma oggi sono contenta che mi abbiano fatto cambiare idea… È un programma spudoratamente onesto, con una comicità genuina che rimanda un po’ alla commedia sexy all’italiana… Presenta diversi livelli di lettura e, a differenza di molti altri programmi, non si nasconde dietro a falsi moralismi, ma riesce a giocare su alcuni stereotipi della TV tradizionale.

Le viene anche proposto il pensiero di Milly Carlucci, in merito al messaggio, non positivo, mandato da “La Pupa e il Secchione” ai giovanissimi, e Paola così risponde:

È lo stesso pensiero che avevo io prima di avvicinarmi a questo format, e di capirlo fino in fondo. Era il motivo per cui non avevo accettato. Come dicevamo prima, La Pupa e il Secchione ha diversi livelli di lettura, Milly non sbaglia quando dice questa cosa. Però io penso che a differenza di molti altri, questo programma non si nasconda dietro a falsi moralismi, ma riesce a giocare e a ironizzare su alcuni stereotipi della TV tradizionale. In Italia la televisione è così, da sempre. Insomma, quando io ho iniziato sulle TV locali, non so se ti ricordi, mi tiravano addosso i telecomandi.