Nonostante la sua indubbia fama internazionale, nessuno avrebbe mai pensato che Lady Gaga potesse fare così paura ai politici italiani. E così, dopo l’annunciata aggressione a suon di pomodori da parte di Fiamma Tricolore, è Paola Binetti a sollevare le polemiche sulla presenza di Stefani Germanotta all’Europride di Roma.

Occasione per questo attacco è l’ormai consueto salotto di Klaus Davi, il noto KlausCondicio, protagonista delle ultime settimane delle più accese polemiche, dall’Udc contro l’omosessualità di The SIMS 3 fino alle accuse rivolte a Giuliano Pisapia.

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La Binetti, parlamentare di stampo cattolico passata dalle fila del PD a quelle dell’Udc e donna di scienza legata all’Opus Dei, ha così commentato l’arrivo di Mother Monster nella Città Eterna, quella che considera la Caput Mundi dei valori religiosi:

“Qualora Lady Gaga dovesse insultare il Papa, chi l’ha invitata se ne dovrà assumere la responsabilità. Quella di puntare su idoli molto trasgressivi non è un’operazione nuova e, fino ad ora, non ha portato a granché perché si scontra con una mentalità e una sensibilità diverse. Credo che invece vada conciliato il fatto di voler chiedere che si presti attenzione al grande tema dei diritti umani col fatto che, nel chiederlo, si sia anche rispettosi dei diritti umani degli altri”.

La deputata non si è tuttavia fermata all’eventuale spirito antireligioso di Lady Gaga, criticata dagli estremisti cattolici per la canzone “Judas“, ma ha ipotizzato vi possano essere addirittura elementi di anticostituzionalità nella sua esibizione a favore degli omosessuali:

“Saranno molti quelli che si ribelleranno a una cosa di questo genere. Se ci sono dei punti fermi in questo momento che fanno ancora da collante nel nostro Paese, sono, da un lato, la figura del Presidente della Repubblica e, dall’altro, proprio la Costituzione italiana. Credo che essa rappresenti questo comune sentire degli italiani per cui tutti entrano con le antenne quando qualcuno la minacci, diciamo magari anche a norma di buon senso, sicuramente non volendo offendere, non volendo ferire. Se poi l’aggressione alla Costituzione sia fatta con l’intenzione esplicita di mortificarne lo spirito, di alterarne l’impostazione culturale di base, credo che saranno molti gli italiani a risentirsene. Poi non so quanto questo convenga anche a una cultura che vuole farsi paladina dei diritti umani, perché tale atteggiamento non significherebbe essere paladini dei diritti umani, bensì semplicemente paladini di quel diritto che in quel momento si identifica come proprio”.

Non è la prima volta che la Binetti si scaglia contro la comunità LGBT, si tratta quindi di parole che non destano chissà quale stupore. Qualche anno fa, infatti, aveva tacciato gli omosessuali di essere dei “devianti”, dichiarandosi certa dell’esistenza di anomalie genetiche nei gay. Una dichiarazione che aveva sollevato fitte polemiche, perché ampiamente in contrasto con il suo ruolo di donna di scienza:

“L’omosessualità è una devianza della personalità. È un comportamento molto diverso dalla norma iscritta in un codice morfologico, genetico, endocrinologico e caratteriologico”.

Ritornando alle esternazioni di questi giorni, risulta lecito chiedersi se sia davvero il caso addossare le colpe di tutti i mali su Lady Gaga. Per quanto trasgressiva, la popstar è da tempo impegnata nella promozione dei diritti delle minoranze, dai gay agli immigrati, predicando amore e tolleranza. Di tutta questa querelle pre-concerto, previsto per sabato al Circo Massimo, non è certo la Germanotta ad uscirne come fomentatrice d’odio.