Salviamo i minori dall’eutanasia: questa è la nuova crociata di Paola Binetti, deputata dell’Udc, che si sta impegnando affinché tra i giovani non vi sia propaganda sull’induzione volontaria della morte in casi di malattie incurabili.

A scatenare l’ira funesta della Binetti è stato il lancio sul mercato di “Euthanasia“, un violento videogioco “sparatutto” in cui un infermiere pratica l’eutanasia attiva e volontaria su un Shaun Randall, ex-militare destinato a utilizzare la sedia a rotelle a seguito di un grave incidente.

Galleria di immagini: Paola Binetti

È dunque subito guerra contro il videogioco dai contorni tetri, che secondo la numeraria dell’Opus Dei istigherebbe i bambini al bullismo e rischierebbe di danneggiare le giovani menti con argomenti come la morte e il suicidio assistito:

“I videogiochi violenti hanno come obiettivo quello di introdurre la cultura della morte facendo leva sui consumatori sempre più giovani di videogiochi. “Euthanasia” favorisce l’aggressività interiore dei bambini. Non mi stupirei che un simile videogioco alimentasse forme di bullismo”

Insomma, il videogioco è nocivo e va fermato. Ma in realtà lo storyboard del gioco è solo un pretesto per ritornare su un argomento che continua a dividere gli italiani in due categorie: coloro i quali sono favorevoli all’eutanasia passiva, seguendo le volontà espresse nel testamento biologico, e chi invece è estremamente contrario a qualsiasi forma di interruzione volontaria della vita.