Dopo tutte le polemiche nate attorno alla trasmissione “Vieni via con me” di Fabio Fazio e Roberto Saviano, a parlare è il direttore di Rai Tre Paolo Ruffini. Il giornalista a capo dell’emittente ha espresso tutto il suo rammarico nei confronti delle dichiarazioni ingiuste di Mauro Masi:

Continuo a rammaricarmi per il modo in cui sono andate le cose. E mi spiace che in tutto ciò siano stati coinvolti un artista come Benigni, uno scrittore come Saviano e un conduttore autore come Fazio e la sua squadra di lavoro. Non sono sicuro se dopo quello che è successo Fazio e Saviano abbiano ancora intenzione di fare il programma, né se in questo clima ci siano le condizioni per farlo come si deve, proteggendo sia i protagonisti che gli artisti ospiti.

Sulla polemica del compenso a Roberto Benigni, che la Vice Direzione Generale avrebbe definito come “troppo elevato”, Ruffini assicura che il costo sarebbe rientrato nel budget del programma “Vieni via con me”. I conti sul denaro stanziato all’emittente Rai Tre e in particolare al programma condotto da Fabio Fazio erano già stati presentati molto tempo prima. A questo punto, il direttore Ruffini si chiede come mai la critica al compenso dell’attore de “La vita è bella” sia arrivata solo ora:

Rai Tre ha amministrato con oculatezza il budget assegnatole per il 2010 anche per poter fare un programma come “Vieni via con me” con ospiti come Roberto Benigni senza certo pretendere di farli lavorare gratis. Nella scheda proposta programmi approvata dalla Direzione Generale è peraltro specificato sia il costo complessivo del programma che lo stanziamento dedicato agli ospiti. E su tale stanziamento nessuno ha mai avuto nulla da ridire sino a oggi. Eppure di tempo ce ne è stato. Quanto al contratto con Benigni ci è stato detto, ripetutamente, che esso era vantaggioso considerato il valore dell’artista e i precedenti Rai negoziati dalla stessa Vice Direzione.

Intanto, lo scrittore Roberto Saviano ha rivelato di aver avuto proposte di lavoro da altri stati tra cui Germania, Inghilterra, Spagna e Francia. Tuttavia, secondo l’autore di “Gomorra” bisogna continuare a credere che l’Italia possa cambiare e che possa essere abbandonata questa vera e propria lotta alla televisione di qualità:

Fabio Fazio mi ha introdotto alle logiche televisive che io non conoscevo… Loro usano i “compensi” per innescare la rabbia delle persone che guadagnano 1200 euro al mese: lo trovo di una volgarità incredibile. Ma è una balla! Tutti gli ospiti mi hanno detto personalmente “Veniamo gratis”. Ma tutti i professionisti devono essere pagati: è una garanzia di libertà.