Ancora una volta, Paolo Villaggio parla di suicidio: esattamente come lo scorso maggio, l’attore ligure pensa che l’insano gesto in una diretta TV possa essere un’ottima arma di protesta, oltre a rappresentare la soluzione estrema dei problemi.

L’interprete del ragionier Ugo Fantozzi, ospite a “Un giorno da pecora” in onda su Radio Due, ha parlato di suicidio dopo aver ascoltato una domanda su Silvio Berlusconi pronunciata dai conduttori del programma. Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro hanno chiesto all’attore se si sentisse coetaneo del Presidente del Consiglio, ma Villaggio è stato sibillino:

Sto pensando seriamente al suicidio e so già la data della mia morte, me l’ha detta una maga russa. Ha rivelato a una decina di miei amici la data della loro morte con vent’anni di anticipo. Berlusconi ha promesso che dirà due parole al mio funerale. Manderà un video. Anch’io per lui, sinceramente, farei un necrologio gratuito.

Inoltre, Villaggio è stato sulla bocca di tutti per aver criticato la Chiesa Cattolica e il Papa Benedetto XVI. L’attore si sarebbe permesso di scomodare gli ebrei vittima dell’olocausto per manifestare la sua disapprovazione verso l’operato dello Stato Vaticano:

Questo Papa, che parla molte lingue, soprattutto il tedesco, senza dubbio se comparisse sul balcone di piazza San Pietro con la sua voce ma vestito come Himmler farebbe svenire di paura molti ebrei.

Per Villaggio, sia lo Stato Italiano che la Chiesa fonte di disastri politici e religiosi. Che sia davvero il suicidio l’ultima via d’uscita?