Se il primo “Buonasera” del nuovo Papa ci ha fatte timidamente sorridere, non si può certo dire che il mattino abbia portato un gran “Buongiorno”. Almeno non per “quell’ordine naturale” che ci ha volute donne e che ci ha rese (se non altro politicamente) inferiori.

Le donne sono naturalmente inadatte per compiti politici. L’ordine naturale e i fatti ci insegnano che l’uomo è politico per eccellenza, le donne da sempre supportano il pensare e il creare dell’uomo, niente di più

Queste sono (forse) parole di Francesco I, e non c’è bisogno che vi ribadisca di chi si tratti. Il novello vicario di Cristo avrebbe così banalmente perso, a mio avviso, una buona fetta di potenziali simpatizzanti.

Tanto mi è dispiaciuto in questi giorni sentire blasfemie di ogni tipo, che vivo come una mancanza di rispetto generale, tanto mi sono sentita ridicola nell’aver pacatamente “difeso” l’ennesimo uomo di Chiesa che dissacra invece me in quanto donna. E che lo fa con quella faccia così affabile poi. Credetemi vorrei che arrivasse una smentita e che la fonte della frase incriminata si rivelasse una bufala (in fondo potrebbe essere, visto che da quando è stato eletto ne sono state dette di cotte e di crude. E forse, dico forse, questa frase appartiene al passato: nel frattempo avrà cambiato idea?).

Ma c’è di più: il problema è che, sempre che la questione venga confermata, la fetta in meno di simpatizzanti Francesco I non se la guadagnerebbe tristemente fra la popolazione femminile tutta, come logico dovrebbe essere. Perchè mi è bastato discutere della cosa con qualche collega del mio ufficio, fedele devota e ultracinquantenne, per capire che esistono ancora donne che chinano il capo e che (peraltro con convinzione e senza alcuna argomentazione disponibile) rispondono: “bè, il Papa ha ragione”.

E allora sapete che c’è? Sono delusa, profondamente. In primis dal genere femminile, non privo di responsabilità se uno così tanto potente come il Capo della Chiesa può ancora (ribadisco: forse) sostenere l’inferiorità della donna davanti a un mondo che si proclama progressista, senza sollevare discussioni nè proteste.

Tuttavia un invito al nuovo Papa è arrivato in effetti, ma da un uomo, e nemmeno uno qualunque. Pedro Almodóvar, a Roma per la presentazione del suo ultimo film  “Gli amanti passeggeri”, ha infatti lanciato un’autentica sfida al nuovo Pontefice: concedere il sacerdozio anche alle donne, incitando una sorta di parità dei sessi anche all’interno della Chiesa, e abolire il celibato, permettendo matrimoni addirittura fra persone dello stesso sesso entro le mura vaticane. Utòpia, sì proprio quella di Erasmo.

Io mi consolo pensando che in fondo essere donne ci rende libere. Libere dal peso di non saper scegliere, libere da una presunta superiorità che alla fine è così difficile da dimostrare. Perchè se è vero che la donna ha commesso il peccato originale, motivo ufficiale per cui la Chiesa considera l’utero un difetto (per le motivazioni ufficiose ci sarebbe molto altro da discutere), è altrettanto vero che l’uomo l’ha letteralmente subito, senza consapevolezza alcuna e senza dignità.

Un primissimo esempio di quell’incapacità decisionale tipica del cromosoma Y, che rende i maschi politicamente adatti al comando. Infatti abbiamo sotto gli occhi le conseguenze di decenni di governo al testosterone. Complimenti vivissimi.

photo credit: Giampaolo Macorig via photopin cc