Stupiscono le ultime dichiarazioni di Papa Francesco. Sulle donne nella Chiesa, sui gay, sui divorziati. Il nuovo Pontefice ce la sta mettendo tutta per confermare il suo piglio innovatore e rivoluzionario.

Le donne nella Chiesa sono più importanti dei preti; la porta del sacerdozio per il popolo femminile rimane fermamente chiusa, ma questa affermazione rivisita il punto di vista da sempre maschilista dell’istituzione ecclesiastica.

Una Chiesa senza le donne è come il collegio apostolico senza Maria. Il ruolo delle donne è l’icona della Vergine, della Madonna. E la Madonna è più importante degli apostoli. La Chiesa è femminile perché è sposa e madre (…) ma ricordiamo che Maria è più importante degli apostoli vescovi, e così la donna nella Chiesa è più importante dei vescovi e dei preti“.

Ma è lo stesso Papa di cui parlavamo a marzo? Quello che (secondo fonti assolutamente incerte, va ribadito!)  sosteneva l’inferiorità politico-intellettuale delle donne rispetto agli uomini?!?

Pare sia lo stesso, sì, colui che durante la medesima chiacchierata con i giornalisti ha detto ancora “Chi sono io per giudicare i gay o i divorziati?“. Un’assoluta novità, un’apertura che nessuno si aspettava nemmeno a parole.

Eppure il “verbo” per la Chiesa è fondamentale: è proprio grazie alla forza delle parole che il cattolicesimo vive e ha potere. E in termini di marketing, tanto per vedere la questione da un mero punto di vista venale, la strada di Bergoglio è decisamente quella giusta: la sua vena comunicativa riesce infatti a destare interesse anche fra i non credenti.

In ogni caso Papa Francesco sembra anche tramutare le sue parole in fatti: è quello che rifiuta i troppi lussi della Chiesa, è quello che si porta la borsa da solo, è quello che ha scelto una giovane donna (Francesca Immacolata Chaouqui, 30 anni) fra i saggi che controlleranno i conti del Vaticano. Anche qui siamo in “odore di novità”.

Ma, al di là delle considerazioni pseudo-filosofiche, quale sarà il significato pratico dell’affermazione del Pontefice riguardo alle donne nella Chiesa? Non la so immaginare senza il suo cieco maschilismo, giustificato ancora dal Peccato Originale e da convinzioni medievaleggianti che vedono il corpo femminile esclusivamente come una tentazione mefistofelica.

Forse non cambierà proprio nulla per le donne all’interno dell’istituzione ecclesiastica cristiana; potrebbe però cambiare qualcosa a livello ideologico, e non solo in ambito religioso. La domanda però sorge spontanea: quanti Papa Francesco ci vorrebbero per far cambiare idea a persone come Don Piero Corsi?!?

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