Ad un mese dalle dimissioni di Benedetto XVI la Chiesa ha un nuovo vescovo di Roma.

Una macchina organizzativa da fare invidia a chiunque, come quelli lì..gli italiani, che dopo settimane di campagna elettorale, elezioni, istant poll e risultati stanno sotto una cappa di interrogativi. Il Vaticano ha radunato 115 cardinali da tutto il mondo ed incollato milioni di telespettatori allo schermo, spinti tutti dalla stessa inconfondibile cosa. La fede? No, la curiosità. Diciamocelo, siamo stati lì a sproloquiare ed a fare il toto Papa per giorni. Era diventato un passatempo, collante dei discorsi da bar, da ufficio e qualsiasi luogo pubblico che non richieda chissà quali conoscenze teologiche. Il vicino aveva persino iniziato a salutarti nel pianerottolo, al solo scopo di sapere le tue preferenze papali, senza dimenticare la classica domanda finale sul Papa nero. I più agguerriti hanno persino acquistato libri a tema per poter impressionare gli interlocutori, e poi tutto un ostentare di Bonifacio, Celestino e Pio II.

“E lo sapevate che il primo Conclave è dovuto ai viterbesi?” – “Oooooh”. 

I vaticanisti, da sempre ai margini dello showbiz, si sono visti catapultare in salotti televisivi, tg, speciali e sono quasi sicura di averne beccato uno su Telezozzona. Sono ufficialmente diventati la nuova carne di cavallo. Ma tutto questo è durato pochissimo. I prelati sembravano avere le idee chiare (oppure non vedevano l’ora di una cacio e pepe a Testaccio) e dopo appena un giorno di votazioni ci hanno consegnato un nuovo Papa. Fonti sicure dicono fosse arrivato secondo proprio 8 anni fa, quando ad essere scelto fu Ratzinger. Questo non significa che i secondi saranno primi, quindi, frenate gli entusiasmi cari Cutugno e Bersani. Per la prima volta un Papa extra europeo, un segno di apertura dicono alcuni, un forte messaggio di modernità dicono altri. Oppure una presa di coscienza: “Sappiamo cosa c’è oltre le colonne d’Ercole”. Jorge Mario Bergoglio è argentino, gesuita, si farà chiamare Francesco ed è stato ribattezzato il Papa dei primati. Ma per delicatezza preferirei continuare a chiamarli cattolici.

Un uomo dalla faccia buona, amante del tango e che confessa d’aver avuto una fidanzata prima del sacerdozio. Non è dato sapere se la scelta del seminario sia scaturita per l’esperienza traumatica col mondo femminile. Intanto lei, come ogni ex che si rispetti, si è già fatta intervistare ed ha rivelato che da ragazzino le disse: “Se non sposo te, mi faccio prete”. Il primo uomo di parola, non come quei tizi che blaterano che senza te morirebbero e poi stanno una meraviglia. Un punto a favore di Papa Francesco.

Eppure dal passato del nuovo pontefice esce fuori qualcosa di poco chiaro. Risale ai primi anni ’80 e lo vede vicino agli ambienti di Videla ed al tristissimo periodo dei desaparecidos. Ehi, ridammi subito quel punto! Sicuramente avrà tempo di spiegare, se vorrà, cosa c’è di vero e cosa no. Anche se credo che chiunque ricopra posizioni di rappresentanza (ecclesiastica o governativa) si ritrovi prima o poi nel raggio d’azione di personaggi poco raccomandabili, il potere cerca potere.

Intanto apprezziamone l’umiltà ed il modo di presentarsi alla folla: senza lustrini e pellicce ma con la semplice talare bianca ed una croce di legno. Ché si sa, coi fulmini divini in giro è meglio evitare i metalli.

Per ora ci facciamo guidare da una faccia tonda, un “Buonasera” dal balcone , impressioni a pelle, anzi, a schermo. Per i bilanci c’è tempo.  Ma posso dire  senza dubbio che questa esperienza ha già cambiato la vita di qualcuno, il cugino astigiano del Papa. Tutti cercano l’anziano signore che fino a ieri era costretto a chiamare i call center per scambiare 4 parole con una voce registrata e, quando gli andava bene, con l’operatore. Oggi se lo contendono i TG nazionali e le TV estere:

-“Com’è essere il cugino del Papa?”

-“Bello, sì..”

-“Contento?”

-“Sì, sì..”

E cosa volete che vi dica uno che l’ha visto nel 2005 l’ultima volta? Lui, intanto, ha iniziato a programmare serate in discoteca e ad accompagnarsi a 70enni vallette.

A Roma, nell’attesa del primo Angelus,  non resta che ripulire Piazza San Pietro: acqua santa, ostie, cilicio e rosari per terra testimoniano bagordi della Madonna.

photo credit: Catholic Church (England and Wales) via photopin