I papà meno presenti del vecchio continente. Con 38 minuti di media, i padri e mariti italiani si guadagnano la maglia nera della speciale classifica prodotta dalla ricerca della Procter & Gamble sull’evoluzione della maternità nella società. Se davvero l’obiettivo del Ministro Elsa Fornero è quello di obbligare al congedo di paternità, questi dati relativi alla paternità di oggi le danno ragione.

Abbiamo sempre saputo che la combinazione tra le condizioni particolari del lavoro femminile in Italia e alcuni retaggi culturali caratterizzano il modo di essere donne, lavoratrici e madri in questo paese. Ma il confronto con i popoli confinanti è veramente disastroso: anche senza pretendere di essere come i danesi (che spendono 64 minuti al giorno per la famiglia), essere indietro rispetto ai greci e ai tedeschi – gli uni generalmente sempre peggio di noi in tutte le statistiche, gli altri famosi per i loro metodi educativi molto rigidi – è davvero impietoso.

Solo un dato è positivo: una volta era persino peggio. Ma bisogna fare attenzione a non considerare questi dati come la dimostrazione che i padri italiani siano i peggiori anche nell’animo. Ci sono elementi concreti che impediscono di fare di più (uno su tutti: la mancanza di strutture e servizi adeguati per i genitori lavoratori in Italia) e poi il giudizio è stato dato da diecimila donne di 13 nazioni in un’intervista, nella quale emergono anche le diverse percezioni culturali di cosa significa “impegno”.

Per la cronaca, pare che le donne inglesi siano straordinariamente soddisfatte dei loro mariti (addirittura al 98 per cento), e stanno bene anche in nord europa, soprattutto per quanto riguarda il tempo libero. Già, perché il tempo degli uomini è correlato a quello delle donne: meno si vedono loro e più, mediamente, sono impegnate le loro consorti. Così, si arriva al paradosso che il tempo dedicato alla famiglia dal marito è molto simile, quantitativamente, a quello che rimane a disposizione della donna per sé stessa.

La media europea è di 48 minuti, in Italia è 41 minuti. La morale è presto detta: l’uomo dedica ore al lavoro e a sé stesso, e meno di un’ora alla famiglia; la donna dedica ore al lavoro e alla famiglia, e meno di un’ora a sé stessa. E sì che lo dicono anche le ultime ricerche: fare il papà allunga la vita.

Questo modello ricalca, con qualche cambiamento che pure c’è stato, quello tipico delle famiglie tradizionali e rappresenta una sconfitta per le politiche di inclusione degli anni ’70 e ’80. Urge un ripensamento totale, anche perché evidentemente il forte ingresso femminile nel mondo del lavoro ha avuto in pratica soltanto due effetti: meno tempo libero per le donne e meno figli.

Fonte: SIRC