Il Papilloma Virus Umano (HPV) è la causa principale del cancro al collo dell’utero. Le donne maggiormente colpite sono quelle tra i 15 e i 44 anni, in media 5 al giorno, 1700 l’anno. Questo virus si trasmette principalmente per via sessuale, ma, purtroppo, basta anche il contatto con un indumento usato da un’altra persona.

Di HPV ne esistono ben 120 tipi, molti dei quali guariscono da soli, cosa che potrebbe non valere per il Papilloma Virus 16. Questo tipo di virus si manifesta con una normale infezione della mucosa del collo dell’utero; dopo 10 anni, o più, se non è stata ben curata, si potrebbe trasformare in cancro della cervice. Dico potrebbe perché altri fattori possono causare la degenerazione, come il fumo, l’uso prolungato di contraccettivi orali, l’HIV, l’essere attive con più partner senza la dovuta protezione e l’aver contratto malattie veneree.

Recentemente è stato creato un vaccino capace di prevenire il Papilloma nel 75% dei casi. Per questo è già stato approvato dall’AIFA (Azienda Italiana del Farmaco) e il Ministero della Salute lo ha inserito tra i vaccini raccomandati, addirittura gratuiti per le ragazze che hanno compiuto 11 anni.

Oltre al vaccino, è fondamentale che le donne si rendano conto dei rischi oggettivi della patologia, così da provvedere con un controllo ginecologico e un pap-test almeno una volta all’anno. Anche se lo fa solo l’8% delle donne, finora il pap-test ha contribuito a salvare il 40-50% dei casi.

Ricordate che non esiste una vera e propria terapia per il Papilloma Virus 16. Prevenire è sempre meglio che curare.