Come è noto, nel 2008 è stata avviata la campagna per sensibilizzare alla vaccinazione contro l’HPV (Papilloma virus) per le più giovani.

Il vaccino per tale virus, responsabile del tumore al collo dell’utero, è partito in maniera piuttosto disomogenea, in quanto alcune Regioni hanno preferito prima vaccinare le tredicenni e in seguito le dodicenni, mentre altre come Basilicata, Friuli, Piemonte, Toscana e Val d’Aosta hanno introdotto più coorti in offerta gratuita. Alcune, invece, hanno previsto un prezzo agevolato, pari a circa un terzo di quello standard, in modo tale da avvicinare le donne fino a 26 anni per le quali il vaccino è indicato.

Secondo i dati diffusi dalla Commissione Salute (riportati da Pagine Mediche), aggiornati al 30 giugno dello scorso anno, in media circa un terzo delle aventi diritto (34%) ha concluso il ciclo completo di vaccinazione (consistente in tre dosi) nella coorte di nascita 1997 e poco meno (26,7%) nella coorte di nascita 1996. I dati sono comunque ancora troppo lontani dalla quota del 95% prevista in 5 anni.

È dunque necessario informare meglio le ragazze per poterle sensibilizzare meglio a riguardo. La non adesione e continuità nelle varie dosi del vaccino è infatti un problema piuttosto rilevante sia per coloro che potrebbero essere interessate alla questione, sia per il sempre più costoso sistema sanitario nazionale.

A tal proposito entra in atto un nuovo progetto lanciato da O.N.D.A., sviluppato in collaborazione con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, volto a coinvolgere le più giovani tramite volantini informativi e ad allargare le coorti in primis.