Paradiso Amaro”, grande favorito ai {#Premi Oscar 2012} e vincitore di numerosi premi ai recenti Golden Globe, è la nuova pellicola del regista Alexander Payne che da oggi sbarca finalmente nelle sale cinematografiche italiane. Selezionato come film dell’anno dall’American Film Insititute “The Descendants”, questo il nome originale, è in lizza per ben cinque delle più ambite statuette del mondo del cinema nelle categorie “Miglior film”, “Miglior regista”, “Miglior attore” grazie al protagonista George Clooney e “Miglior sceneggiatura non originale” tratta dal romanzo d’esordio omonimo dello scrittore Kaui Hart Hemmings.

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Protagonista di “{#Paradiso Amaro}” un ottimo {#George Clooney}, impegnato finalmente con un personaggio complesso e combattuto, profondamente diverso dalle ultime interessantissime interpretazioni “Le idi di Marzo“, film che l’ha visto dietro la macchina da presa con risultati più che soddisfacenti, e “Tra le nuvole” di Jason Reitman. Nel cast spicca anche la giovane Shailene Woodley, al suo esordio cinematografico dopo il successo nella serie “La vita segreta di una teenager americana”, nei panni della diciassettenne Alex in costante conflitto con papà Clooney. Al loro fianco, non mancano altri interessanti nomi del cinema a stelle e strisce come Beau Bridges, Matthew Lillard e Judy Greer che si è guadagnata più di una nomination grazie alla sua interpretazione nella pellicola di Payne.

Matt King (Clooney), avvocato e discendente di una ricca famiglia delle Hawaii, è a causa del suo lavoro molto assente dalla vita familiare. La sua esistenza, scandita dagli incessanti ritmi di lavoro che comprendono anche la gestione degli interessi del fondo familiare del quale è il fiduciario, viene bruscamente scossa dal grave incidente della moglie avvenuto durante una gara in mare; costretto a dividersi tra le cure alla consorte in coma irreversible e a prendersi cura delle due figlie, la piccola Scottie (Miller) di dieci anni e la diciassettenne ribelle Alex (Woodley), Matt deve far fronte alla nuova situazione, rimettendo completamente in discussione la sua esistenza fino a quel momento. Come se non bastasse, alle continue liti con Alex, si aggiunge una scoperta per lui devastante: il tradimento della moglie di cui tutti erano a conoscenza, tranne lui.

Non c’è nulla del “solito” George Clooney in “Paradiso Amaro”: altro che belloccio dal sorriso ammaliatore, Matt King soffre, si arrabbia, scherza e fa riflettere. Non deve essere stato un percorso facile per l’attore ma, di certo, non si può dire che non ci sia riuscito nel migliore dei modi: nonostante la sostanziosa durata della pellicola, poco meno di due ore, è difficile incappare in momenti statici che possono anche solo far pensare di lasciarsi andare a qualche sbadiglio annoiato. È merito del buon George, vero, ma anche della bravissima Woodley che sostiene perfettamente il ruolo di figlia arrabbiata e sconvolta, in piena crisi adolescenziale elevata all’ennesima potenza dalla difficile situazione della famiglia spaccata dal dolore.

Bravi gli attori, capaci di bilanciare sapientemente empatia e cinismo come provetti equilibristi, ma un plauso particolare va anche ad Alexander Payne che gioca con la sceneggiatura con grande bravura, mescolando sapientemente scene sofferte traboccanti sentimenti con paesaggi naturali che crescono al ritmo dell’evoluzione della storia. Non c’è tristezza, nelle immagini immortalate dal regista di origini greche, ma un vero e proprio grido alla vita: non importano le difficoltà che bisogna affrontare, grandi o piccole che siano, ma la forza che s’impiega per rialzarsi in piedi dopo ogni caduta.