Poteva un film realizzato con meno di 15.000 dollari e capace di incassarne oltre 200 milioni restare a lungo senza un seguito? Ovviamente no, ed ecco che lo scorso venerdì Paranormal Activity 2 ha fatto il suo debutto anche nei cinema italiani, portando nuovamente sul grande schermo la formula vincente del suo predecessore, questa volta arricchita da nuovi elementi. L’incasso, nel primo weekend di proiezioni italiane, sembra aver dato ragione al lavoro portato avanti dal regista Tod Williams.

I protagonisti sono Kristi e Dan, una coppia con due figli e un cane che, come vuole il più classico dei cliché da film horror, riesce ad avvertire le presenze demoniache che infestano l’abitazione. Il plot narrativo, va specificato, prende il via due mesi prima di quanto raccontato in Paranormal Activity. Per essere precisi, dunque, bisogna parlare di un vero e proprio prequel.

Ancora una volta gran parte delle sequenze sono composte da riprese effettuate attraverso un circuito di telecamere installato all’interno della casa e, come già visto in passato (e con le prime recensioni comparse in Rete), l’inquietante presenza che turba la tranquilla vita dei coniugi torna a manifestarsi in un crescendo che va di pari passo con la tensione: dapprima semplicemente spostando qualche oggetto o attraverso suoni quasi impercettibili e poi in tutta la sua terrificante violenza.

A chi è piaciuto il primo film, va detto, la visione di Paranormal Activity 2 risulterà piacevole, nonostante i numerosi balzi dalla poltrona che si troverà a fare durante tutta la sua durata. Agli altri, che magari non apprezzano lo stile home made delle riprese o il fatto di riproporre una formula forse già esaurita, potrebbe anche lasciare l’amaro in bocca.