Le pari opportunità sul lavoro sono ancora lontane, mentre a caratterizzare il mondo dell’occupazione rosa è ancora una forte preminenza di episodi discriminatori. Un’indagine Cisl Toscana parla chiaro, raccogliendo le esperienze di 500 donne lavoratrici sia nel settore pubblico sia privato.

La spinosa questione delle pari opportunità tra i due sessi è ancora irrisolta, basti pensare che quasi il 33 per cento delle donne che hanno preso parte all’indagine afferma di aver subito, o di aver assistito, a episodi di discriminazione ai danni del sesso femminile sul lavoro.

L’indagine, realizzata nell’ambito del progetto “Donne e competenze per la contrattazione“, mette nero su bianco la tendenza ancora molto radicata che porta le donne a essere emarginate, demansionate e oggetto di mobbing sul lavoro.

Il mancato rispetto della parità tra i sessi si manifesta in vari modi, sia attraverso un atteggiamento discriminatorio basato semplicemente sul pregiudizio, sia con vessazioni più pesanti che colpiscono spesso le madri lavoratrici al rientro dal congedo di maternità.

Un dato allarmante riguarda, inoltre, le tante, troppe, testimonianze di donne che hanno dovuto dichiarare i loro progetti di maternità in fase di colloquio di lavoro, un comportamento che se non rientra nella tanto discussa politica delle dimissioni in bianco, rappresenta senza dubbio un atteggiamento discriminatorio.

Quelli elaborati dalla Cisl sono dati non certo positivi, ma allo stesso tempo fondamentali per poter pensare a un programma di interventi a favore del lavoro femminile, come ha sottolineato la segretaria regionale Cisl Rossella Bugiani.

«Scopo dell’indagine era quello di avere informazioni utili per consentire alle 30 sindacaliste Cisl partecipanti al progetto di costruire un Piano di Azione per le Pari Opportunità».

Fonte: Corriere Nazionale