Nel campo delle pari opportunità sul lavoro comincia a farsi strada un nuovo modo di vedere le differenze di genere, soprattutto per quando riguarda la figura del capo. Secondo un nuovo sondaggio condotto negli Stati Uniti, per più della metà degli intervistati è perfettamente identico avere un boss donna o uomo.

La nuova ricerca è l’ennesimo passo avanti nella questione pari opportunità e differenze di genere. Un sondaggio simile condotto negli anni ’50 dalla Gallup aveva infatti manifestato come soltanto il 25% del campione trovasse davvero uguale avere come capo un maschio o una femmina.

Negli anni ’80 il numero è salito al 36%, mentre nel 2006 è arrivato al 43%. Oggi si è finalmente raggiunta la maggioranza, visto che il 54% ha dichiarato di non aver alcun problema ad avere al vertice della propria azienda una donna. La ricerca è stata compiuta su un campione di più di 60.000 persone da Kim M. Elsesser, dello UCLA, e Janet Lever, dell’Università statale della California.

La notizia è certamente un segno interessante dei tempi ma non è detto che possa avere qualche rilevanza per quanto riguarda invece la situazione italiana relativa alle donne che occupano posizioni apicali nelle aziende. Negli Stati Uniti una donna stava per diventare Presidente, la stessa che è ora Segretario di Stato, Hillary Clinton, cosa da noi mai successa.

Certo, oggi in Italia ci sono tre donne in ruoli di governo assolutamente di rispetto, ai Ministeri di Welfare, Elsa Fornero, Giustizia, Paola Severino, e dell’Interno, Anna Maria Cancellieri. Senza contare Emma Marcegaglia a capo di Unindustria e Susanna Camusso, segretario del più grande sindacato italiano.

Ma chissà se a fare un sondaggio simile in Italia la maggioranza degli intervistati direbbe davvero che non farebbe differenza se il proprio capo fosse uomo o donna. Sempre tenendo conto che non sempre si dice esattamente quello che si pensa.

Fonte: Forbes