Dopo le atmosfere rupestri della sfilata di Chanel, torna in passerella la campagna, riletta però in una chiave completamente surreale, come da sempre siamo abituati a vedere quando assistiamo alle collezioni del geniale duo olandese Viktor & Rolf.

La loro ultima collezione di alta moda primavera-estate 2015 è in assoluto la più originale vista non solo sinora, durante quest’ultima edizione delle sfilate parigine di alta moda, ma negli ultimi tempi. Perchè se è couture che couture sia! Questo sembrano dirci Viktor & Rolf con abiti che sfidano tutto e tutti, persino le più coraggiose fashioniste. Tecnicamente sono costruiti tutti alla stessa maniera, con silhouette a trapezio, a volte geometricamnete perfetti e a volte asimmetrici. Solo che alcuni di essi, quelli più sperimentali, hanno davvero qualcosa di unico e speciale. Decisamente notevoli le stampe impiegate, all’insegna della più pura joie de vivre estiva e del colore, con fantasie molto vivaci e multicolor, alcune decisamente campagnole.

Galleria di immagini: Parigi Haute Couture 2015: Viktor & Rolf

Sono abiti, come sempre nel loro stile, puramente concettuali e, se fossero un film,  forse sarebbero “La rosa purpurea del Cairo” di Woody Allen in cui accade che una delle protagoniste di un film proiettato in una sala cinematografica, esca dallo schermo, diventando larger than life, perchè stare in quello schermo non le basta più, vuole di più. Così gli abiti disegnati da Viktor & Rolf sembrano quasi soffrire lo spazio costringente di una certa silhouette o di una certa forma ed evadono da essi, si distaccano, volano via.

Dagli abiti a maxi trapezio, infatti, è come se il trapezio continuasse all’insù o all’ingiù e non voglia essere solo un semplice trapezio, ma qualcosa di assolutamente diverso. Così le stampe non restano confinate all’abito, ma prendono vita propria e, nell’idea onirica della maison, proseguono oltre la linea del vestito e salgono fino ad arrampicarsi sugli enormi copricapi fatti da piccole canne. Un sogno di libertà, una voglia di non restare mai confinati in nulla perchè se lo spazio si espande lo possano fare anche le idee e con esse i vestiti.