Venerdì 4 marzo si è svolto il quarto giorno della settimana della moda parigina, forse il più atteso, almeno finora, perché le passerelle hanno ospitato la nuova collezione Dior, la prima sfilata dopo l’episodio della sospensione di John Galliano.

L’atmosfera è stata abbastanza tesa, infatti è andata in scena l’ultima linea disegnata da Galliano, preceduta da un breve discorso di Sidney Toledano, amministratore delegato della maison Dior, che non ha tuttavia citato il nome del noto designer.

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La donna Dior è come sempre sensuale, avvolta da abiti di chiffon e calde pellicce. La palette è incentrata sul blu, il viola e naturalmente il nero, mentre i leitmotiv della collezione sono i succinti abitini che giocano con le trasparenze e le lunghe mantelle svasate. Non mancano gli accessori originali, come manicotti e colli di pelo.

Roland Mouret si ispira a Manhattan, disegnando creazioni dedicate alla donna mondana, che vive la città in pieno.

“L’ispirazione è New York, le attrici di Woody Allen e la vita cittadina.”

Le mise sono aderenti, fluide, sia nelle giacche sportive sia nei pantaloni palazzo. Tra i tessuti, molta lana lavorata a maglia, jersey stretch e seta. Molta curiosità hanno destato anche gli occhiali scuri modello aviatore indossati da alcune modelle.

Isabel Marant ha portato in passerella la sua storia personale, come lei stessa ammette, creando abiti per una donna che vive la vita quotidiana e cerca di renderla confortevole. Anche in questo caso trionfa il blu, usato su creazioni che rimandano un po’ al Far West. Ecco giacche comode e molto jeans, usato su tutti i capi, compresi caldi capispalla con interno di pelliccia.

Ladonna vista da Lanvin è molto lineare, sobria, e ama gli abiti dal taglio regolare prevalentemente monocromo. Tra le tonalità ci sono soprattutto il nero, il beige e il rosso, usati su miniabiti e austeri cappotti. Non mancano tuttavia femminilità e sofisticatezza, date proprio dalla severità delle mise.