Nel secondo giorno della kermesse francese di moda famosa in tutto il mondo, la Paris Fashion Week, il fascino e lo stile sono finalmente esplosi in tutta la loro bellezza, scaldando il cuore delle sfilate. Dopo aver visto nella prima giornata Julien David e Commuun, oggi sfilano le creazioni di Nicolas Andreas Taralis, Limi Feu, Felipe Oliveira Baptista, Gareth Pugh e Mugler.

Galleria di immagini: Parigi Fashion Week: secondo giorno

Nicolas Andreas Taralis rimane fedele al suo stile minimale e crea anche per questa stagione estiva abiti dai tessuti estremamente leggeri, che giocano con il sensuale effetto vedo-non vedo. Le linee sono semplici e il protagonista è il monocolore, visto nella maggior parte dei casi in un candido bianco o un elegante nero. Gli abiti hanno una lunghezza fino al ginocchio, interrotti solo da alcune lunghissime tuniche con scollo all’americana, capaci di rubare la scena grazie al loro fascino senza tempo. Gli uomini portati in passerella sono ben lontani dall’ideale del macho-men, ma piuttosto dai tratti delicati ed eterei; stessa cosa vale per la linea a loro dedicata: gli abiti non risaltano mai le forme, ma sono per lo più lunghi e non aderenti.

Difficile da interpretare lo stile di Limi Feu, che apre la sfilata con abiti dalle forme stravaganti, leggings bicolore, completi in bianco e nero con forme arrotondate e linee asimmetriche. Sembra che dalle prime creazioni venga emanato una giocosa nuvola di gusto punk-rock, azzardata e giocosa sempre però a braccetto con l’immancabile sensualità femminile. Basta poco però per ritornare a uno stile più convenzionale ma non per questo meno interessante; è così che si passa ad abiti impreziositi da trasparenze estremamente sexy, scollature molto ampie e, in alcuni casi, forme oversize che scivolano mollemente sulle forme delle modelle.

Felipe Oliveira Baptista propone dal canto suo una collezione dove le protagoniste indiscusse sono le zip. La linea è stata intitolata “Libertà”, forse proprio per far riferimento alla libertà di decidere quanto lasciare scoperto e quanto coprire il corpo, rigorosamente attraverso un abile gioco di chiusure lampo. Si parte con colori neutri come il bianco e nero, con immancabili zip verticali, anche sui pantaloni dalla tonalità nude a contrasto. La palette poi si allarga per includere altri vivaci colori come l’azzurro, l’arancio, il giallo, mentre i vestiti, da completi ben strutturati, si trasformano in abiti dalle linee asimmetriche e dalle forme ariose e soffici.

Stravagante è dir poco per la linea creata da Gareth Pugh. Le donne sono guerriere spaziali che si presentano dapprima con corazze formate da strisce di pelle, sapientemente distribuite per coprire il corpo sebbene solo in maniera parziale. Per gli uomini, maglioni a maglie molto larghe mettono in risalto la pelle al di sotto, lasciandola ben in vista agli sguardi indiscreti del pubblico femminile. Andando avanti con la collezione, essa assume pian piano un tono più serio, con abiti aderenti che giocano con l’immancabile dicotomia del bianco e nero, oltre a forme semplici che però non smettono mai completamente di strizzare l’occhiolino allo stile alieno. Il finale è assolutamente quello che stupisce di più, in cui le modelle con volto coperto da caschi spaziali sfilano con abiti vaporosi dalle tonalità del blu scuro, cangiante e dai riflessi argentati.

Appena uscita da un feroce combattimento sembra invece la donna portata in scena da Mugler. Sulle passerelle della {#Paris Fashion Week} sfilano abiti realizzati dallo stilista Nicola Formichetti, direttore creativo della maison e stylist di Lady Gaga, che a prima vista sembra siano stati fatti violentemente a brandelli. Aperture dalle linee asimmetriche e casuali appaiono in più parti, lasciando scoperti preziosi centimetri di pelle. Mugler osa con lo stile ma resta negli schemi con i colori, giocando con una palette classica che varia dal bianco, al nero, al nude.

Ritorno al passato per la collezione di Rochas, che propone abiti dallo stile anni ’50, con tanto di occhiali vintage da gatta e foulard in testa. Colori neutri o pastello, mai troppo vistosi o accesi compongono la palette scelta per la prossima primavera-estate, ottimo connubio con le creazioni a clessidra strette in vita da sottili cinture con fibia decorata. Neanche gli abiti da sera, rigorosamente black, osano più del necessario, mettendo in evidenza con garbo il décolleté con un minimale scollo a V. Torna anche il pizzo, affascinante e dal gusto retrò senza mai scadere nel vecchio.

Fonte: Grazia