La ricerca condotta dal Pew Research Center per l’International Herald Tribune sulla parità dei sessi nel mondo assume grande rilievo in un momento in cui la condizione femminile sembra stabile e forte ma, al tempo stesso, vittima di pregiudizi culturali, sociali, talvolta economici e personali.

Il sondaggio, che ha incluso 22 Paesi, è arrivato alla conclusione secondo cui, anche in quelle nazioni in cui la parità dei diritti sia promossa e sostenuta dalla legge, la parità non è realmente sentita e accettata.

Come scrive Victoria Shannon sul New York Times, in molti luoghi c’è ancora la radicata convinzione secondo cui gli uomini dovrebbero avere la precedenza quando si tratta di buoni posti di lavoro, di istruzione superiore o, addirittura in alcuni casi, del semplice diritto al lavoro fuori casa.

Tutti favorevoli, dunque, alla parità dei diritti fra i due sessi ma, nella pratica, le cose stanno diversamente, anche nei Paesi più ricchi e tecnologicamente avanzati.

Vediamo nel dettaglio, qui di seguito, la posizione assunta dai Paesi inclusi nel sondaggio:

  • La donna deve godere degli stessi diritti dell’uomo: Francia, Stati Uniti, Germania, Cina, India, Indonesia e Giordania credono che si sia già intervenuto abbastanza per tutelare la parità dei sessi. Corea del Sud e Giappone sono convinti che in certi casi le donne siano più capaci degli uomini. Rientrano nella categoria anche Gran Bretagna, Giappone, Messico, Indonesia e Russia;
  • La donna non ha ancora gli stessi diritti dell’uomo: Pakistan, Egitto e Giordania credono che la donna debba avere il diritto di lavorare fuori casa, anche se l’istruzione universitaria è ancora una scelta prettamente maschile. In Polonia gli uomini hanno ancora il sopravvento;
  • La donna non deve godere di pari diritti con l’uomo: la Nigeria è l’unico paese del sondaggio in cui più della metà degli intervistati ha detto che le donne non devono avere pari diritti.