Stesso stipendio per uomini e donne a parità di ruolo entro il 2016: questo l’impegno del Governo, che accoglie un ordine del giorno presentato dall’Idv in commissione Lavoro del Senato, preso in esame nel corso della valutazione del Ddl sul lavoro. Una decisione che si inserisce all’interno della riforma del lavoro, quindi, che punta anche a favorire l’occupazione femminile riducendo il gap tra i due sessi, soprattutto in materia di retribuzioni.

Entro il 2016, quindi, uomini e donne dovranno percepire il medesimo stipendio se occupano la stessa posizione in azienda, un passo in avanti a favore del lavoro femminile che l’esecutivo ha deciso di fare accogliendo una proposta firmata da Giuliana Carlino.

Si tratta di una decisione fondamentale, tanto più se si tiene conto degli ultimi dati diffusi in occasione della recente “Giornata europea per la parità retributiva“: stando alle stime, infatti, il sesso debole guadagna ancora oggi circa il 16,4 per cento in meno dei colleghi uomini.

L’ordine del giorno approvato all’unanimità riporta quando segue:

«Il fenomeno rispecchia le difficoltà che incontrano le lavoratrici a conciliare lavoro e vita privata: molte donne si vedono infatti costrette a prendere congedi di maternità o a lavorare part-time. Rispetto alle lavoratrici degli altri Paesi dell’Unione Europea, per le italiane le condizioni di lavoro sono meno favorevoli sia per la qualità dell’attività, sia per il salario medio (inferiore del 20 per cento, in media, rispetto agli uomini), sia per la possibilità di coniugare i tempi di vita con quelli di lavoro.»

La soluzione per incentivare l’occupazione rosa e limitare la disparità tra i due sessi anche in materia di stipendi arriverà quindi entro quattro anni, grazie all’impegno del Governo che provvederà a programmare e mettere in pratica misure concrete per introdurre la parità retributiva, attraverso la collaborazione con le parti sociali.

Fonte: TgCom