I contorni della cancellazione in Rai di “Parla con me” diventano economici. Non si parla più di censura, ma il nodo diventa un altro: di chi è la proprietà del programma? E se il talk show, come afferma il direttore generale Lorenza Lei, è della Rai, può essere prodotto da un’azienda esterna come la Fandango?

Per Serena Dandini, che finora la trasmissione l’ha scritta e l’ha condotta, non ci sono dubbi, come ha commentato la presentatrice mostrando un piccolo divano rosso con una bambola che la ritrae:

Galleria di immagini: Serena Dandini

“Io ho sempre fatto il mio programma con risorse interne Rai, che mi dispiace lasciare e il divano è davvero la prova che il format di “Parla con Me” l’ho inventato io.”

La Rai adesso dovrà fare i conti con un mancato introito pubblicitario che ammonta a 2.5 milioni di euro, e soprattutto con gli spazi pubblicitari già venduti, perché Parla con Me doveva fino a pochissimo tempo fa andare in onda regolarmente in questa nuova stagione televisiva.

In pratica, la Lei ha sottoposto al consiglio di amministrazione un contratto in cui la Fandango non figurava come insostituibile alla produzione, cosa che negli altri anni era avvenuta sempre. I consiglieri si sono visti costretti a votare contro, perché il contratto non era stato sottoposto a gara d’appalto, indispensabile nelle aziende pubbliche quando il costo del progetto è molto alto e se l’autore non viene dichiarato insostituibile.

Il comportamento della Lei è stato stigmatizzato anche dal consigliere Antonio Verro, filogovernativo, supportato in queste dichiarazioni dal Codacons:

“La Lei non doveva portare quel contratto in consiglio, perché noi avevamo detto no alla Fandango, non alla Dandini, dunque sarebbe bastato che il direttore generale si fosse presa le responsabilità che le competono. Alla Dandini avevamo proposto un contratto diretto che lei ha rifiutato. Una scelta basata sulla linea aziendale che stabilisce che i format di proprietà Rai non hanno bisogno di produttori esterni. In tutta questa vicenda di censura non c’è niente, è una questione di quattrini.”

Fonte: Quotidiano.net.