Con la riforma del catasto sono state introdotte nuove regole per la valutazione degli immobili e per la determinazione della rendita.

La valutazione degli immobili andrà fatta in base alla superficie e l’attribuzione della rendita media ordinaria verrà determinata in base ai valori di mercato. La riforma del catasto mira, quindi, a risolvere le varie problematiche sorte dopo l’introduzione della disciplina sull’Imu che, con la rivalutazione di tutti i coefficienti, ha creato un vero disallineamento tra l’imposta pagata, il valore reale dell’immobile e la situazione economica delle famiglie.

Stop, quindi, al sistema delle categorie e delle classi, oltre che alla valutazione in base al numero di vani. Con la riforma del catasto il valore dell’immobile sarà determinato in rapporto alla superficie espressa in metri quadri, alla localizzazione e alle sue intrinseche caratteristiche edilizie.

La rendita media ordinaria sarà valutata in base ai valori di mercato, ma sarà soggetta ad un adeguamento periodico. La valutazione degli immobili di interesse storico andrà fatta tenendo in considerazione le pesanti spese di manutenzione e conservazione, oltre che al complesso dei vincoli legislativi per la destinazione, l’utilizzo, la circolazione e il restauro.

Per quanto riguarda l’aggravio fiscale ipotizzato e temuto in seguito alla revisione delle rendite, pare che il rischio sarà evitato in quanto le aliquote subiranno opportuni ritocchi ed eventuali detrazioni.

Sono previste delle tutele per il contribuente, il quale, nella fase di revisione del Catasto, può richiedere una rettifica delle nuove rendite attribuite, alla quale è obbligatoria la risposta entro sessanta giorni.