Il giorno del parto è uno dei più attesi dalle mamme, non soltanto per l’emozione di mettere finalmente al mondo il proprio bimbo, ma anche per l’avverarsi di un sogno. Purtroppo, però, può essere anche molto doloroso.

Durante il periodo di gravidanza, il collo dell’utero è chiuso in maniera ermetica e, a partire dalla 38° settimana, il collo inizia ad accorciarsi per effetto delle contrazioni preparatorie. E’ opportuno ricordare che la data presunta del parto è soltanto indicativa, dato che il travaglio può iniziare perdono 15 giorni prima, oppure ritardare di 10 giorni.

GIORNI PRECEDENTI AL PARTO

Non esistono delle regole fisse a valide per tutte le future mamme; il travaglio può benissimo non essere preannunciato. Tuttavia, vi sono alcuni segnali che possono indicare che la data di nascita del bimbo si sta avvicinando, tra cui:

  • comparsa di lievi dolori;
  • distacco del tappo mucoso.

COMPARSA DI LIEVI DOLORI

Si tratta di dolori simili a quelli mestruali, ma che coinvolgono anche la parte lombare della schiena: una volta provati questi dolori, è probabile che il travaglio avrà inizio tra qualche giorno. In ogni caso, si consiglia di distrarsi e di non allarmarsi. Questo lasso di tempo è chiamato periodo prodromico: il feto si impegna nel bacino e incunea la testa nel canale uterino.

DISTACCO DEL TAPPO MUCOSO

Siccome non provoca dolore, può passare anche inosservato soprattutto se avviene mentre siete in bagno. Il tappo mucoso è formato dal muco, che, fino a quel momento, chiudeva il collo dell’utero, isolando la cavità uterina dall’ambiente esterno. Il distacco avviene sottoforma di una perdita di consistenza gelatinosa, a  volte striata di bianco di rosso; la presenza di gocce di sangue è causata dalla rottura dei vasi capillari, che avviene quando l’utero comincia a dilatarsi.

CORRERE IN OSPEDALE

  • quando si è in preda all’ansia a causa di troppa emotività caratteriale; ciò che conta è sentirsi a proprio agio, per affrontare nel migliore dei modi l’esperienza del parto;
  • se si rompono le acque, anche se le contrazioni non sono ancora iniziate, in quanto con la rottura delle acque il bambino non è più difeso dall’ambiente esterno ed è a rischio di infezioni;
  • se notate la comparsa di perdite di sangue rosso vivo; può trattarsi di un problema di placenta ed è necessario intervenire al più presto.

IL TRAVAGLIO

il travaglio è convenzionalmente caratterizzato da tre differenti stadi:

  • 1° stadio – Fase dilatante: dall’inizio del travaglio alla dilatazione completa della cervice (fase dilatante);
  • 2° stadio – Fase espulsiva: dalla dilatazione completa della cervice al parto;
  • 3° stadio – Secondamento: dal parto all’espulsione della placenta.

Durante il 1° stadio, si distinguono inoltre 2 fasi:

  1. fase di latenza: dall’inizio delle contrazioni uterine regolari, all’inizio della fase attiva: 3-4cm di dilatazione;
  2. fase attiva: dai 3-4cm di dilatazione fino alla dilatazione completa.

A cura di Jessica Di Giacomo

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