Il grande giorno è finalmente arrivato: dopo nove mesi conoscerete finalmente il vostro bambino. Ma cosa succederà durante  il parto? Cerchiamo di capirlo insieme, per non arrivare impreparate all’evento. Prodromica, dilatante, espulsiva, secondamento: ecco le quattro fasi convenzionali del parto naturale le cui sensazioni, percezione del dolore inclusa, variano moltissimo da donna a donna.

Durante il periodo prodromico, avvertirete una sensazione di peso al basso ventre e dolore alla regione lombare, lo stimolo a urinare più spesso e un miglioramento della respirazione, perché l’utero finalmente non premerà più sul diaframma; potrete sentirvi stanche o, al contrario, piene di energie. Specie nelle ore serali potrete avvertire contrazioni irregolari e perdite gelatinose che possono essere striate di rosa o rosso. Andate subito all’ospedale se osservate perdite di sangue vivo, se si rompono le acque, in particolare se hanno un colore verde-marrone. In questo caso potrebbero contenere mecomio, le prime feci del bambino, e ciò potrebbe segnalare una sofferenza fetale.

Nella fase dilatante, grazie alle contrazioni, utero e vagina formano il canale del parto attraverso il quale verrà alla luce il bambino: la cervice si dilata, il collo dell’utero si appiana e si dilata fino ad arrivare a 10 cm di diametro. La prima parte del travaglio è la più lunga: in media la cervice di allarga di 1 cm all’ora. Quando le contrazioni arrivano a un intervallo di 5-10 minuti e durano almeno 40-50 secondi, è bene già trovarsi in ospedale. Solitamente è durante questa fase che si rompono le acque. Quando la dilatazione della cervice è intorno agli 8-10 cm, le contrazioni possono diventare molto (anche 90 secondi) ed essere particolarmente ravvicinate. Questa fase può durare dalle 2 alle 12 ore.

Nella fase espulsiva, il bambino si trova nella cavità pelvica con la testa appoggiata alla vagina; le contrazioni diventano ancora più forti e frequenti e appare lo stimolo a spingere: dopo un rapido controllo, l’ostetrica darà il via alla futura mamma. Come imparato al corso preparto, sarà necessario coordinare la respirazione con le spinte che dovranno essere lunghe e continue. Potrebbe essere necessaria una episiotomia, cioè una incisione del perineo che rende più facile la fuoriuscita del bambino.

Dopo 15-30 minuti dal parto, l’utero – liberato dal feto – si riduce di dimensioni: vengono espulse le membrane del sacco amniotico e della placenta; si tratta della fase chiamata secondamento. La mamma sarà visitata per controllare che nessun residuo di placenta sia rimasto nell’utero e per evitare il rischio di emorragie. Dopo due ore sotto osservazione, la mamma sarà portata nel reparto maternità con il suo bambino.

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