Buone, certamente non nuove notizie per le mamme che temono di perdere il loro bambino per parto prematuro. Il rimedio? Il ”cerchiaggio”, un intervento che chiude il collo dell’utero per evitare che si dilati prima del tempo.

Il cerchiaggio è un intervento chirurgico cui la futura mamma può essere sottoposta per rafforzare la tenuta del collo dell’utero che inizia a dilatarsi solo quando la gravidanza è a termine (a partire, cioè, dalla 38^ settimana) per effetto delle contrazioni. Prima di questa scadenza è invece necessario che rimanga ben chiuso per evitare il rischio che il bambino nasca prima del tempo.

Può essere prescritto dal ginecologo nel caso in cui la gestante abbia un problema di incontinenza cervicale o ”beanza del collo”, una complicazione che si associa proprio alla dilatazione precoce del canale cervicale: in pratica, il canale cervicale risulta essere troppo debole per reggere il peso del contenuto del pancione: feto, placenta, liquido amniotico e altri annessi fetali) e inizia a dilatarsi prima del tempo.

L’intervento è semplice e dura al massimo 15 minuti, in anestesia spinale. Il ginecologo inserisce una sorta di nastro sintetico della larghezza di circa 5 millimetri in più punti attraverso il bordo del canale cervicale con una tecnica particolare. Al termine della 35^ settimana, quando lo sviluppo del feto risulta completo, il nastro viene rimosso per permettere che il canale cervicale si predisponga all’espulsione del piccolo. La rimozione del nastro si esegue senza anestesia e non provoca né disagi né dolori alla futura mamma.

Tra le cause del disturbo, un’anomalia congenita del canale cervicale, un problema causato da un precedente intervento, come un raschiamento o un parto traumatico che ha danneggiato le pareti interne dell’utero, una pressione intensa sul collo dell’utero dovuta ad un carico eccessivo della cavità uterina.

Dopo l’intervento, la donna può condurre una vita normale senza rischi. È però consigliabile non fare sforzi eccessivi, non andare in bici ed evitare attività sportive che possano procurare urti al pancione. Il medico può decidere di prescrivere riposo alla futura mamma anche nella fase successiva all’intervento fino al parto.

I segnali d’allarme dell’eventuale incontinenza sono l’eccessivo o precoce accorciamento e ammorbidimento del canale cervicale, in presenza di contrazioni anche lievi, la comparsa di perdite vaginali rosate. Tutti questi segnali potrebbero significare un avvio precoce del processo dilatatorio del collo dell’utero. In questo caso il ginecologo prescrive alla donna farmaci specifici per ridurre l’attività contrattiva dell’utero e riposo totale. Solo se questi rimedi non sono efficaci si procede al cerchiaggio.