Per San Valentino è previsto un boom di parti: saranno tanti i neonati che verranno al mondo il 14 febbraio, e in tutto il mondo. Il motivo? Secondo una ricerca USA dipende dalle mamme, che scelgono inconsciamente di far nascere i propri figli in un giorno positivo e tradizionalmente dedicato all’amore.

San Valentino riempirà le culle degli ospedali italiani, un po’ troppo vuote negli ultimi tempi stando alle statistiche recenti che segnalano un netto calo delle nascite. Lo afferma una ricerca condotta presso la Yale University che ha analizzato i dati relativi ai parti avvenuti in giorni dell’anno significativi mettendo in evidenza differenze importanti e sorprendenti.

Per i parti naturali, ad esempio, si parla di un aumento del 3,6 per cento, e del 12,1 per cento per i tagli cesarei, l’inverso di quello che avviene tuttavia durante Halloween, che vede al contrario un brusco calo delle nascite. Secondo Becca Levy, a capo dello studio, sono proprio le future mamme a orientarsi verso un giorno particolare per far nascere il proprio bimbo, fortemente condizionate dalle tradizioni e dalla cultura locale che considera alcune ricorrenze positive e altre meno.

«L’associazione fra le due ricorrenze non era mai stata indagata prima e la nostra ricerca suggerisce che le credenze derivanti dalla nostra cultura possono avere un grande impatto sulle funzioni. L’indagine conferma che le donne non sono soggetti passivi al momento del lieto evento ma assumono un ruolo decisore che può facilitare la nascita o posticiparla, come già si ipotizzava in precedenza. Il simbolismo delle due ricorrenze è opposto. Il giorno di Halloween si associa alle streghe e alla morte ed è un giorno considerato sfavorevole alle nascite. Al contrario San Valentino, simboleggiato dai fiori e dall’amore, è considerato un giorno propizio.»

Partorire il 14 febbraio, quindi, per le donne è visto come un evento propizio che porterà bene al bambino, e questo pensiero è potenzialmente in grado di favorire il rilassamento e le condizioni fisiche ottimali per il parto. Inspiegabile, invece, il legame tra l’incidenza di tagli cesarei riscontrata in questo giorno di febbraio: il professor Gilberto Corbellini, filosofo e storico della medicina all’università di Roma Sapienza, sottolinea come in questo caso il parere medico sia comunque determinante e come la ricerca statunitense si basi solo su dati statistici, mentre non viene data una spiegazione scientifica al fenomeno.

«Oggi si dispone di una tecnologia che permette, con un certo margine di libertà, di poter pianificare e controllare il giorno delle nascite con i parti programmati e i cesarei ma la medicina è da sempre strettamente connessa con l’ambiente e il contesto culturale e sociale tanto da poter influenzare le risposte dei pazienti, malati oppure no.»