Alleviare il più possibile i dolori del parto dovrebbe essere un dovere del Servizio sanitario nei confronti delle donne, eppure l’epidurale è ancora troppo poco utilizzata e la colpa è senz’altro di una carenza organizzativa e culturale.

L’epidurale (detta anche peridurale) è un tipo di anestesia loco-regionale (che significa sostanzialmente locale ma estesa) che prevede la somministrazione dell’anestetico attraverso un catetere posizionato in una piccolissima parte della colonna vertebrale.

Galleria di immagini: Parto con epidurale

Non si utilizza ovviamente solo per il parto, poichè è un’anestesia in grado di rendere insensibili ampie parti del corpo, e è quindi adatta a moltissimi interventi, variando solamente la dose somministrata.

Nel caso del parto, però, l’epidurale è la scelta migliore per vincere il dolore, e consentire alla madre di far nascere il proprio figlio naturalmente.

È noto infatti come moltissime donne ricorrano immotivatamente al parto cesareo per la comprensibile paura del dolore fisico, incorrendo però così in numerose possibili complicanze, e aggravando il post-parto. Il problema sorge poichè l’epidurale è ancora troppo poco diffusa, e nella maggioranza dei casi non viene offerta alle partorienti.

Se l’anestesia epidurale fosse correttamente proposta, e soprattutto resa gratuita, molte donne potrebbero affrontare il parto con una maggiore serenità, allontanando l’ipotesi del cesareo, che a tutt’oggi risulta avere percentuali di impiego assolutamente insensate.

L’ex-ministro della sanità Livia Turco aveva progettato di inserire l’epidurale tra i livelli essenziali di assistenza, ma a oggi ancora ciò non è stato fatto.

L’ultima statistica ufficiale sull’impiego dell’epidurale per le partorienti parlava di un 3,6%, una cifra incredibilmente bassa. Le stime ufficiose di oggi si attestano su un 10%, ma siamo ancora lontanissimi dai livelli europei.

In Francia e Inghilterra ben il 70% delle donne partorisce con l’epidurale, per non parlare del 90% degli Stati Uniti. La vicina Spagna, in cui la concezione cattolica del parto dovrebbe essere molto vicina alla nostra, c’è comunque un notevole 60% di donne che impiega l’epidurale.

In Italia, anche se il livello è basso ovunque, si nota una significativa differenza da regione a regione. In Lombardia, per esempio, la percentuale è quasi doppia rispetto alla media nazionale, e ciò dipende dal fatto che l’epidurale non solo viene fornita, ma soprattutto che viene offerta gratuitamente.

In alcuni ospedali è disponibile e in altri no, e anche dove è possibile usufruirne non è detto che sia a costo zero, e non è detto neanche che sia possibile averla 24 ore su 24. Spesso, dopo le 20, l’anestesista non c’è, e la donna si ritrova sola.

Il diritto a partorire in maniera il più indolore possibile dovrebbe essere senz’altro garantito, tanto che perfino il Comitato nazionale di Bioetica si è espresso in tal senso, richiedendo, come da progetto Turco, l’inserimento dell’epidurale nei livelli essenziali di assistenza medica.