Sono sempre di più le donne italiane che decidono di partorire in casa, rinunciando al ricovero nelle strutture ospedaliere locali e optando per una scelta alternativa che dà la possibilità di vivere il parto in modo totalmente differente, molto vicino a quanto accadeva nelle generazioni passate.

Le mura domestiche, infatti, consentono di avere un’intimità che la sala parto ospedaliera non può garantire, come anche di avere il sostegno del compagno e delle persone care. Il parto in casa deve tuttavia svolgersi in totale sicurezza e con l’assistenza di personale qualificato che segua tutte le fasi del travaglio e che possa accertarsi delle condizioni di salute del piccolo.

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Ci sono alcuni requisiti indispensabili senza i quali partorire in casa non sarebbe possibile. Primo fra tutti, la gravidanza deve aver avuto un decorso regolare senza complicazioni. Il bambino, inoltre, non deve essere in posizione podalica. Anche nel caso in cui una donna inizi il travaglio prima della data prevista e comunque prima della trentaseiesima settimana di gestazione, sarebbe meglio recarsi in ospedale per far nascere il neonato. Stessa cosa se si ha superato il termine ultimo stabilito prima di procedere con il parto indotto, vale a dire due settimane dopo la DDP.

Anche una pressione sanguigna alterata o la presenza di un’eventuale anemia nella futura mamma potrebbero rendere difficile il lavoro delle sole ostetriche durante un parto in casa. In ogni caso, generalmente sarà lo stesso personale qualificato a verificare la presenza di una struttura ospedaliera raggiungibile entro trenta minuti circa.

Prima di decidere di partorire dentro le mura domestiche, comunque, una donna deve consultarsi con il compagno, che mai come in questo caso diventa parte integrante di questo evento straordinario. Spetterà a entrambi scegliere l’ambiente più adatto e decidere insieme come comportarsi con gli altri figli, qualora ce ne fossero.

A questo proposito, è chiaro che gli altri figli della coppia non vivrebbero la nascita del fratellino come un evento che crea distacco tra loro e la mamma, e probabilmente sarà più facile accettare questa nuova presenza condividendone l’arrivo in famiglia.

Il primo passo da compiere quando si decide di partorire in casa è contattare le ostetriche competenti che offrono questo servizio. Insieme a loro, la futura mamma valuterà se ci sono tutte le condizioni ottimali per un parto di questo tipo. Fondamentale è anche contattare un pediatra che visiti il neonato entro le dodici ore successive alla nascita.