Come di consueto ogni anno, in occasione della Festa della Mamma, Save the Children pubblica il suo Rapporto sullo “Stato delle Madri nel Mondo”. Secondo le stime rese note attraverso un comunicato stampa ufficiale, ben 48 milioni di donne partoriscono senza l’assistenza professionale richiesta.

Una cifra che si attesta sui 2 milioni se consideriamo solo le mamme costrette a partorire da sole. Il problema riguarda in particolar modo i paesi in via di sviluppo, dove a volte anche per motivi religiosi è vietato alle donne recarsi presso strutture ospedaliere o anche solo chiedere aiuto ai propri vicini.

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Dai dati forniti nel rapporto l’organizzazione stima inoltre 3 milioni i bambini che ogni anno perdono la vita entro il primo mese per problemi alla nascita, mentre oltre 800.000 sono le mamme morte di parto.

Molto potrebbe essere fatto secondo Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, che proprio nel comunicato stampa afferma:

“Save the Children ha calcolato che se tutti i parti avvenissero in presenza di ostetriche o di personale sanitario con competenze analoghe, ogni anno si potrebbe salvare la vita di 1.3 milioni di neonati e di decine di migliaia di donne.”

Nel mondo il paese dove più difficilmente si può disporre di un’assistenza sanitaria adeguata è l’Afghanistan, dove appena il 16% delle madri partorisce in presenza di un’ostetrica o di personale altrettanto qualificato. Alla Nigeria spetta invece il triste primato di essere lo stato in cui avvengono più parti solitari, senza quindi neanche un membro del gruppo familiare presente.

Dati inaccettabili per lo stesso Neri, nelle sue dichiarazioni chiaro nel sottolineare come:

“Nel 2000 il mondo si è impegnato a raggiungere il IV e V Obiettivo di Sviluppo del Millennio entro il 2015 e debellare la mortalità materno-infantile. Gli attuali trend indicano che almeno per alcuni paesi questo obiettivo appare molto lontano. Tuttavia noi sappiamo che la sfida si può vincere, quindi non ci sono scuse o alibi alla non azione.”