L’incubo di tutte le famiglie in partenza per le vacanze si è concretizzato in queste settimane: arrivare al check-in armati di bagagli e figli al seguito, e scoprire che c’è qualcosa che non va. Il caso dei passaporti per i minori ha creato un vero caos in Italia, a causa della scarsa informazione: dal 26 giugno, infatti, i minori devono avere un proprio documento di identità.

Non basta più, come ai vecchi tempi, che il minore sia riportato sul documento del genitore: senza carta o passaporto non si parte, né dentro i confini europei né tantomeno, ovvio, per l’estero. La direttiva era in vigore da poche settimane, ma quasi nessuno lo sapeva, con le conseguenze immaginabili: vacanze rovinate, code e scenate bibliche negli aeroporti e stazioni, improperi irriproducibili delle famiglie.

Le proteste si sono scatenate su Internet, e le compagnie aree e di viaggio hanno provveduto subito ad aggiornare i loro siti – avrebbero dovuto farlo prima per le prenotazioni successive al 26 giugno – cercando di dare più informazioni possibili alle famiglie ed evitare brutte sorprese ai gate. Nei giorni scorsi si sono messe in piedi persino delle task force nei commissariati e nei grandi comuni per produrre il più velocemente possibile i documenti anagrafici e permettere la vacanza senza costringere le famiglie ad annullarla. Ma questo non può valere nel caso di viaggi intercontinentali: per il passaporto ci vuole come minimo una settimana.

Com’è tradizione della burocrazia italiana, non solo le regole erano rimaste insabbiate, ma non sono neppure particolarmente chiare, così è meglio affidarsi a quelle ufficialmente spiegate dalla Polizia di Stato, che ha emanato la circolare sul suo sito. I concetti sono due: tutti devono avere un documento individuale; i passaporti con i dati dei minori valgono per il solo titolare adulto fino a scadenza naturale, così come i passaporti rilasciati ai minori, anteriormente alla data di entrata in vigore della nuova normativa (25 novembre 2009), con durata decennale.

Oggi il minore può viaggiare solo con un passaporto individuale, con la carta d’identità (in Europa) e, fino a 15 anni, con un certificato contestuale di nascita e cittadinanza vidimato dal questore (cosiddetto lasciapassare). La questura serve anche per la dichiarazione di accompagno, quando un minore, sotto i 14 anni, parte per l’estero accompagnato da un altro adulto o da solo (magari per un viaggio studio).

Attenzione: per richiedere il passaporto per il figlio minore è necessario l’assenso di entrambi i genitori (coniugati, conviventi, separati, divorziati o genitori naturali.) È necessaria la firma di entrambi.

La sorpresina della nuova norma – pensata per armonizzarci con l’Europa, dove da anni, giustamente, si considerano i bambini come viaggiatori individuali, non come oggetti – non è però soltanto un intoppo, è un costo: tra fototessere, marche da bollo e la tassa al ministero (42,50 euro) una famiglia media può dover sborsare anche 400 euro. Per un passaporto al minore circa 80 euro. Il costo della carta d’identità è invece quasi nullo e ormai si può richiedere e ottenere digitalmente in poco tempo, scaricando il modulo, applicando le fototessere e andando poi in Comune, magari con i bagagli già in auto.

Fonte: Polizia di Stato