Far toccare, annusare e pasticciare la pappa è il modo migliore per far conoscere al bambino gli alimenti che assume di solito dopo lo svezzamento dal seno materno.

In effetti, lo svezzamento è un periodo delicato per il bambino. L’approccio ad un’alimentazione diversa è un po’ difficile e crea nel bambino una certa diffidenza verso gli alimenti pur invoglianti che gli vengono presentati. Quindi, meglio fare attenzione al modo di presentarglieli e al modo con cui insegnargli ad apprezzarli. Intanto, si è rivelato utile fargli prendere confidenza con i nuovi alimenti presentandoglieli in modo ”simpatico”, come qualcosa con cui può anche giocare.

I bambini amano mettersi in bocca di tutto e allora presentiamogli degli alimenti che lui possa mangiare da solo, senza l’aiuto di mamma e papà. Lui fa i pasticci, li annusa, li porta alla bocca, si nutre da solo e fa le sue scelte.

Studi recenti hanno dimostrato che i bambini che mangiano da soli pasticciando con il cibo, senza paura di macchie e guai vari, imparano a gustare di più quello che hanno nel piatto.

Lasciar pasticciare i bambini con il cibo è molto utile fin dal periodo delle pappe: per istinto loro mettono le mani nel piatto proprio e in quello dei grandi, ma è consigliabile lasciarli fare, lasciar provare. “Giocare” con i cibi è il modo migliore per favorire un rapporto sano ed equilibrato nei confronti dell’alimentazione.

Tuttavia, non è possibile consentire tutto: il bambino può giocare con il cibo dopo averne mangiato almeno la metà, per non trasformare l’ambiente in cui si mangia in un campo di battaglia. Quindi, dopo averne mangiato la metà, può continuare a mangiare, anzi a pasticciare da solo perché possa mostrare le sue preferenze alimentari.

In tal modo lo svezzamento è più tranquillo ed anche educativo, ma badando soprattutto a gettare le basi per un’alimentazione varia e sana, senza eccedere con le porzioni o con alimenti poco salutari. Comunque, lasciare che il bimbo mangi da solo è importante perché acquista autonomia, al di là dei possibili effetti sulle scelte alimentari future.