Erroneamente si pensa che la gravidanza sia un evento che coinvolge solamente una donna, tagliando quasi totalmente fuori il partner che partecipa alla nascita di un figlio solo in modo marginale. Non è così, e alcune possibili manifestazioni di disagio che colpiscono i neopapà ne sono la dimostrazione.

La reazione maschile di fronte all’arrivo di un neonato e, soprattutto, davanti agli inevitabili cambiamenti che una nascita porta all’interno della vita di coppia può creare alcuni scompensi fisici e psicologici nell’uomo, che potrebbe iniziare ad accusare i tipici disturbi del primo periodo della gestazione.

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Uno psichiatra inglese, W. H Treathowan, ha dato a questo fenomeno il nome di “Sindrome della covata“, sottolineandone la diversità rispetto alla depressione post partum che, anche in questo caso, può verificarsi anche nel sesso forte con le medesime dinamiche che si riscontrano nelle neomamme, e che spesso portano anche i padri a soffrire di stati d’ansia, inadeguatezza, attacchi di panico e malessere generale.

L’impatto della nascita di un figlio sull’uomo viene probabilmente sottovalutato anche nel mondo del lavoro, dove le agevolazioni e le legislazioni precise si rivolgono prevalentemente alle figure femminili. Entrando più nel dettaglio, la normativa italiana per quanto concerne la paternità è regolamentata dalla legge 53/2000, che estende anche ai papà che lavorano la tutela accordata alle mamme secondo la legge 1204/1971.

Per i padri non c’è la possibilità di un congedo obbligatorio, ma possono usufruire di permessi parentali facoltativi. Tenendo conto del sempre maggiore peso che la figura del padre assume all’interno della famiglia, nella quale anche la madre lavora nella maggioranza dei casi e, pertanto, la gestione di casa e prole sono spesso suddivise tra i due partner, la paternità non è adeguatamente tutelata nell’ambito professionale.

Secondo la psicologa del lavoro Francesca Di Battista, la sorveglianza sanitaria dovrebbe essere parificata per quanto concerne maternità e paternità, soprattutto in un momento caratterizzato da infinite discussioni e proposte per garantire pari diritti alle coppie di fatto, così come da situazioni familiari sempre più atipiche.