Paul McCartney scagiona Yoko Ono: secondo il cantante, i Beatles non si sono sciolti a causa del rapporto dell’artista giapponese con John Lennon.

Paul McCartney, finalmente, scioglie alcuni grumi irrisolti e che tuttora fanno discutere a proposito del destino dei Beatles e di John Lennon.

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Per decenni, l’opinione pubblica aveva puntato il dito contro Yoko Ono e contro le sue stravaganze, accusandola di aver portato Lennon lontano dai Beatles e di aver decretato la distruzione della band.

In un’intervista per il Guardian, McCartney afferma che i motivi dello scioglimento dei Beatles sono da imputare a tutt’altro e, in particolare, a ragioni manageriali. Il musicista racconta, infatti, che per il gruppo le cose sono drasticamente cambiate quando è divenuto manager dei Beatles Allen Klein, a seguito della morte di Brian Epstein.

Paul McCartney fa molto di più: riabilita in toto la figura di Yoko Ono. Quando John Lennon ha incontrato la futura moglie, continua il cantante, è entrato in contatto con una nuova realtà artistica, quella più estrema e sperimentale. Secondo McCartney, l’incontro tra Lennon e Yoko Ono ha solo fatto maturare ciò che già da tempo era in nuce nel modo di fare musica di Lennon stesso. Anzi, se non ci fosse stata Yoko Ono, termina McCartney, John Lennon non avrebbe mai potuto comporre capolavori come Imagine.

Yoko Ono, nei primi anni Sessanta, faceva parte di uno dei più importanti gruppi artistici d’avanguardia, il Fluxus. Artista concettuale e performer, con le sue sperimentazioni, probabilmente fu d’ispirazione per quell’infinita immaginazione musicale che John Lennon conteneva in sé.

Fonte: NME