Nel paese dove ci si divide su tutto, e nella città dei guelfi e ghibellini, come poteva non scatenare una ridda la decisione del sindaco di Firenze di costringere i dipendenti a timbrare il cartellino in uscita per la pausa sigaretta? Favorevoli o contrari?

Questa è la domanda che si sta propagando in Rete, tra sondaggi ospitati da testate giornalistiche e quelli sui social network. Al centro delle discussioni, la nuova norma decretata dalla giunta fiorentina che raccomanda a tutti i dipendenti del Comune di Firenze di timbrare il cartellino in uscita per la pausa sigaretta o per il caffè.

Il provvedimento antifumo e antipausa del sindaco “rottamatore” del Pd ha raccolto il plauso di chi non fuma, e ha sempre considerato ingiusta la pausa senza il passaggio del badge perché di fatto crea un discrimine facendo di un vizio un vantaggio economico (meno produttività, identico stipendio), ma anche le proteste dei sindacati – in pessimi rapporti col primo cittadino – che hanno ricordato come il contratto dei dipendenti del comune prevede una pausa non retribuita di 15 minuti.

Chi ha ragione? A vedere i sondaggi, come quello di Repubblica o quello su Facebook, si direbbe che dipende molto dalla domanda: se la questione è contingente, molti si dicono d’accordo. Se però si tocca il principio dell’inviolabilità del tempo minimo di una pausa, allora la maggioranza ritiene che sia esagerato.

Matteo Renzi, però, non torna sui suoi passi, e spiega le sue ragioni:

“In un momento in cui ci sono cassaintegrati che crescono e giovani senza lavoro, il compito dei dipendenti pubblici è quello di cercare di dare il buon esempio. Se viene chiesto a chi vuole stare 20 minuti fuori a fumare una sigaretta o a prendere un caffè di timbrare in uscita e in entrata il badge, mi sembra un principio di buonsenso e sacrosanto. Nelle aziende private è così, sarà così anche al Comune di Firenze.”

E voi, cosa ne pensate?