Il pavimento pelvico è l’insieme delle strutture organo-tissutali comprese fra il perineo e lo stretto superiore delle pelvi: questa regione muscolare circonda e sostiene l’uretra, la vescica, la vagina e l’apparato ano-rettale. Il pavimento pelvico è quindi coinvolto in una serie di attività quotidiane dalla minzione, ai rapporti sessuali; il semplice camminare, reggere un peso o starnutire-comportando uno sforzo- aumentano la pressione endoaddominale e necessitano che il diaframma pelvico, il diaframma urogenitale e gli sfinteri che compongono il pavimento pelvico siano funzionanti.

Dopo il parto, è possibile si presentino problemi come dolore alla cicatrice in caso di episiotomia, leggere perdite di urina e riduzione della sensibilità: può divenire allora necessaria la riabilitazione del pavimento pelvico attraverso una serie di esercizi di allenamento e resistenza che possono essere eseguiti da sola dalla donna, ma sempre sotto la guida di uno specialista. In più, è necessario sottolineare come la preparazione perineale sia consigliata a tutte le donne fin dai primi mesi di gravidanza per mantenere i tessuti elastici e favorire la ripresa dopo la nascita del bambino.

In Italia non è diffusa una vera e propria cultura della riabilitazione post-partum: in alcuni Paesi è addirittura obbligatoria e la neo-mamma è assistita da un operatore a casa. Alcuni sintomi non devono essere sottovalutati e sono sintomatici del fatto che il pavimento pelvico debba essere sottoposto a esercizi: frequente minzione notturna; fuoriuscita di urina quando si starnutisce, si ride o si fanno sforzi; dolore durante i rapporti sessuali; ingresso di acqua in vagina durante il bagno.

A volte sono sufficienti i famosi esercizi di Kegel con palline e coni che inseriti in vagina e trattenuti servono a stimolare i muscoli del pavimento pelvico. Le palline sono in silicone e sono dotate di un sistema di doppi pesi per stimolare i muscoli involontari, i coni assomigliano a tamponi e sono realizzati in plastica anallergica e sterilizzabile a peso diverso per potersi allenare con una progressione nella difficoltà.

In una piccola percentuale di casi, però, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per scongiurare il rischio di un prolasso: per questo è sempre necessario seguire i consigli di un proctologo o di un urologo.

L’errore più comune da evitare è sicuramente vergognarsi: si tratta di disturbi medici come tanti altri, sono molto comuni e, soprattutto, con le terapie adatte possono regredire o sparire del tutto.

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