La Società Italiana pediatri lancia l’allarme: i tagli alla sanità stanno distruggendo il sistema della pediatria italiana, ed entro il 2020 non saremo più in grado di curare i nostri bambini.

Il problema sono i pensionamenti obbligatori, che stanno velocemente espellendo circa 600 pediatri all’anno, i quali però non vengono sostituiti da altrettanti giovani colleghi.

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Le scuole di specializzazione in Italia sono solamente 43 e nel 2010 sono diventati pediatri soltanto 229 studenti di medicina.

Sostanzialmente, già ora restano scoperti dalle cure pediatriche circa 2milioni di bambini, nel senso che non c’è un pediatra di territorio nel quartiere o nel paese, né una struttura vicina che possa offrire questa figura professionale. I genitori sono così costretti a raggiungere cliniche o pediatri lontani, per poter risolvere piccole e grandi emergenze mediche dei loro figli. Questo capita soprattutto al Nord, in Piemonte e in Veneto, dove si sono persino costituite liste di attesa (in campo pediatrico non era mai successo prima).

La crisi più grande, secondo la Società Italiana Pediatri, è proprio all’interno degli ospedali, dove le politiche di risparmio portano a non sostituire chi va in pensione, lasciando posti vuoti e orari della giornata non coperti da un pediatra di guardia.

Con il dimezzamento dei professionisti italiani nei prossimi vent’anni, si rischia di distruggere quello che era considerato un gioiello della nostra Sanità, tanto da essere copiato in tutta Europa.

“Senza politiche d’intervento entro dieci anni non saremo più in grado di curare i nostri figli”.

Ecco la sentenza dell’associazione pediatri, che ha quindi spiegato come fra ventanni si arriverà al 76% di pensionamenti degli attuali professionisti, numeri che renderebbero impossibile la cura dei bambini nella fascia da zero a sei anni. a essere colpito dallo sbilanciamento futuro sarà soprattutto il Centro-Sud, in quanto è già in atto un fenomeno migratorio verso il Nord, dove ci sono maggiori erogazioni pubbliche e l’offerta di posti di lavoro per rimpolpare gli organici è più forte.