La bellezza della pelle deve essere curata sempre, sin da giovani: la freschezza della cute delle adolescenti non deve far cadere in inganno. La Società Americana di Fotobiologia, infatti, è giunta alla conclusione che, a causa del sole, già prima dei diciotto anni la pelle ha subito il 23% dei danni. L’esposizione al sole per una bella abbronzatura fa gola a tutte quante, ma va fatta con criterio

Pertanto, la pelle giovanile va tenuta sotto controllo e non solo per pure ragioni di bellezza: gli errori giovanili potrebbero costare cari in età più matura. La ricerca ha infatti constatato che, trascorsi i primi diciotto anni di età, solo verso i trenta la pelle acquista un ulteriore 10% di danni: ben poca cosa rispetto al 23% già citato. Quindi, i danni maggiori vengono subiti proprio da giovanissime.

L’esposizione al sole prima dei diciotto anni, infatti, provoca più facilmente rughe, decolorazione della pelle e macchie e potrebbe condurre a problemi ben più gravi, come i carcinomi. Ma cosa fare per evitare tutto ciò? E cosa fare se, ancora giovani, si ha la pelle già rovinata?

Per cercare di limitare i danni già fatti, bisognerebbe applicare ogni sera, prima di andare a dormire, delle creme a base di retinolo, che aiuta a rinnovare la pelle, a distendere le rughe e a dare tono alla pelle irregolare. Inoltre, ogni giorno andrebbero applicate creme a base di acido glicolico, che esfolia e ammorbidisce le rughe. L’applicazione di acido glicolico, da effettuare sempre in periodi in cui non ci si espone direttamente ai raggi solari, previene la formazione delle cellule anomale, vale a dire quelle cellule che potrebbero sviluppare il carcinoma della pelle; a queste due creme, si aggiungano rimedi contenenti liquirizia, soia, vitamina C e acido cogico, che donano luminosità alla pelle.

Per tentare di eliminare le macchie della pelle si possono seguire diverse strade. Sotto prescrizione del medico, ci si può affidare all’idrochinone; si può optare per i trattamenti laser; oppure si può cercare una soluzione più costosa ma che ha una maggiore durata, ossia la terapia fotodinamica, che consiste nell’applicazione sulla pelle di una lozione e nell’esposizione a una luce intensa per circa 5-15 minuti. Anche quest’ultima terapia servirebbe a prevenire la formazione di cellule tumorali.

Ma come fare per evitare i danni? Senza dubbio è doveroso proteggere la pelle. Oltre a evitare eccessivi bagni di sole in orari a rischio e oltre a utilizzare cappelli, ci si può affidare a creme solari antiossidanti, da utilizzare sia di giorno che di notte. Tali creme hanno il compito di fornire un vero e proprio schermo protettivo dal sole. Le creme antiossidanti migliori sono quelle contenenti vitamina C e caffeina: quest’ultima protegge la pelle dagli effetti cancerogeni dei raggi ultravioletti.

Se ci si scotta, si può lenire la pelle con un impacco di aloe vera o di latte freddo o con un bagno fresco a cui aggiungere una tazza di farina d’avena.

Fonte: Real Simple