I problemi che collegano stress e pelle sono sempre più frequenti, almeno metà della popolazione ha patito le conseguenze di qualche infiammazione cutanea e anche da noi si segnala un aumento dei casi. A confermare il legame uno studio condotto dai Neurofisiologi del Cousin Center per la psiconeuroimmunologia dell’Università della California.

Il gruppo ha sottoposto un numero di volontari a una condizione di stress legata al fattore dell’esclusione sociale e ha notato che in una minoranza il cervello rispondeva con maggiore iperattività producendo una risposta infiammatoria cutanea. Confermando, perciò, l’ipersensibilità di alcuni soggetti rispetto a eventi di stress. Il nostro cervello, quindi, cerca di interpretare gli stimoli e reagisce di conseguenza in difesa del nostro corpo.

Marcello Monti, docente di dermatologia dell’Università degli Studi di Milano, spiega attraverso le pagine del Corriere della Sera

Tra il cervello e la pelle esiste una specie di corsia preferenziale perché entrambi originano dalla medesima porzione (più propriamente lo stesso “foglietto”) embrionale. Come dermatologi, vediamo gli effetti di questo collegamento ogni giorno. Basti pensare alla psoriasi, una delle più diffuse malattie della pelle: più di metà delle persone con questa patologia ricordano di aver vissuto esperienze stressanti prima della comparsa o dell’aggravamento della malattia. La medicina non è in grado di dirci perché alcuni reagiscono allo stress con manifestazioni fisiche evidenti, cioè somatizzano, e altri no. E neppure sa dirci perché queste manifestazioni siano così diverse da persona a persona: c’è chi reagisce con extrasistole, chi con attacchi di emicrania, chi con una gastrite. Ognuno di noi ha uno o più punti deboli. Ma la pelle è senza dubbio uno dei bersagli più comuni dello stress.

Molti sono i rimendi e le creme, naturali o non, per combattere le conseguenze dello stress ma il primo tra tutti sicuramente è quello di affrontare la vita con un po’ più di calma. Rallentare la corsa a cui sottoponiamo il nostro corpo e la nostra mente, è la soluzione migliore per non diventare vittime dell’angoscia.