Il Pentotal è il nome commerciale del sodio tiopentale, uno dei farmaci utilizzati negli Stati Uniti per l’iniezione letale ai condannati a morte. Il governo inglese ha bloccato l’esportazione del prodotto realizzato in una fabbrica di Reading, per cui Hospira, unica azienda autorizzata dalla FDA (Food and Drug Administration) alla produzione e vendita del Pentotal, si trova in difficoltà a causa degli ordini inevasi.

Questa sicuramente è un’ottima notizia per il fronte abolizionista. Purtroppo, il dossier Commercio Letale, presentato oggi a Roma dall’ONG britannica Reprieve e da Nessuno Tocchi Caino, ha evidenziato che il principale esportatore del farmaco letale diventerà l’Italia.

L’azienda statunitense ha infatti delegato allo stabilimento di Liscate (Milano) l’incapsulamento del prodotto a partire dal 1 gennaio 2011. Finora la sede italiana si occupava solo delle fasi di etichettatura e testing delle fiale di sodio tiopentale, ma il mancato superamento del controllo di qualità per un impianto degli Stati Uniti ha costretto la modifica della linea di produzione.

Secondo l’indagine di Reprieve, Hospira aveva pensato di sospendere la produzione del farmaco, a causa dei costi elevati (quasi 5.000 dollari a dose), ma le autorità federali degli Stati Uniti, tra cui il governatore del Kentucky Steve Beshear, avrebbero obbligato l’azienda a continuare la produzione, preoccupate per il numero elevato di esecuzioni in sospeso.

Il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, e il segretario di Nessuno Tocchi Caino, Sergio D’Elia, hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Milano, accusando Hospira SpA di concorso in omicidio. La presenza di questo tipo di industria sul territorio italiano rappresenta una vera e propria contraddizione, dato che il nostro Paese è uno dei principali promotori della moratoria universale contro la pena di morte.