Il peperoncino è una pianta che fin dall’antichità è presente nella dieta delle popolazioni più diverse del mondo. Il successo di questo ingrediente tanto amato è dovuto non solo al sapore unico e particolare che sa donare ai piatti in cui viene utilizzato, ma è racchiuso anche nelle numerose proprietà benefiche di cui è dotato. Sono tante le persone che, amanti incondizionati del peperoncino, lo vogliono coltivare nelle proprie case per aver sempre a portata di mano qualche grano di polvere per insaporire le proprie creazioni in cucina. Le tecniche di coltivazione e di conservazione del peperoncino sono tante, ma ci sono delle regole fondamentali da rispettare se si vuole ottenere un risultato perfetto. Vediamole insieme.

Coltivazione

Il periodo perfetto per iniziare la semina in un ambiente domestico è solitamente quello dei primi mesi dell’anno. Se, invece, si ha la possibilità di poterlo coltivare all’aperto è preferibile seminare il peperoncino tra aprile e maggio. Essendo una pianta particolarmente duttile, il peperoncino può essere coltivato pressoché ovunque, dal balcone alla terrazza per arrivare alla mensola della cucina o al giardino stesso. Gli elementi indispensabili per poter far nascere e crescere nel modo migliore le piante sono poche ma fondamentali. In primo luogo il peperoncino ha bisogno di vivere in un terriccio costantemente umido, che dovrà essere innaffiato ogni giorno prestando particolare attenzione alla quantità di acqua che non dovrà mai superare un certo limite. Se la terra, infatti, dovesse restare troppo bagnata fino a che non si crea un ristagno di liquido, la pianta potrebbe morire. Altro elemento fondamentale è la luce: per potersi sviluppare correttamente il peperoncino ha bisogno di essere esposto in un ambiente lumino e possibilmente caldo. Proprio per questo motivo è consigliabile l’utilizzo di piccole serre atte a conservare perfettamente il vaso anche nel periodo invernale e nei giorni più freddi.

Conservazione

Una volta cresciuto e completamente “fiorito” si potranno raccogliere i frutti della pianta. La conservazione gioca un ruolo fondamentale, specialmente per poter mantenere intatto il sapore e i benefici del peperoncino stesso. Tra le tecniche più utilizzate ci sono l’essiccazione, ovvero il processo che in termini chimici corrisponde alla separazione solido-liquido del prodotto, che è possibile mettere in atto nel giro di una ventina di giorni: sarà sufficiente appendere in un luogo privo di luce i peperoncini che potranno essere fatti seccare sia all’aperto che in un ambiente chiuso. Durante la notte, per evitare che l’umidità possa intaccare la buona riuscita dell’operazione, è bene portare al chiuso tutto il raccolto. Secondo metodo di conservazione del peperoncino, invece, è la surgelazione. Grazie a questa tecnica sarà possibile mantenere intatte tutte le proprietà benefiche della pianta e, una volta scongelato, il sapore indiscusso del peperoncino sarà perfettamente identico a quello del seme fresco. Una volta terminata l’essiccazione della pianta, inoltre, sarà possibile conservare in altri modi i peperoncini, grazie per esempio alla tecnica del sott’olio o alla conservazione sotto sale.

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