Tutti gli scienziati morti nel corso dei secoli di storia si rivolterebbero nella tomba. Ma questa considerazione non ha impedito a Jeremy Jackson di dire la sua sulle bottigliette d’acqua minerale. Forse non tutti lo ricordano, ma Jackson era uno degli attori di “Baywatch“, quello che interpretava il figlio di Mitch.

Attualmente Jackson è di nuovo in televisione, in un reality, “Celebrity rehab“, che si occupa delle celebrità che hanno bisogno di disintossicarsi. E in effetti, è un bisogno di Jackson, il quale non è più acqua e sapone come lo ricordavamo e si è quindi rivolto alla trasmissione per liberarsi dagli steroidi.

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Ma questo non impedisce a Jackson di lanciarsi in affermazioni decisamente fuori luogo, come che l’acqua in bottiglia fa male. C’è chi sostiene che l’acqua in bottiglia a volte non è sicura come quella del rubinetto, perché quest’ultima è sottoposta a continui controlli, mentre in bottiglia, se andiamo a leggere, l’ultimo controllo non potrebbe risalire a date vicinissime.

Eppure Jackson non si riferiva a questo, ma sostiene che la plastica provochi il cancro, quella stessa plastica che viene riciclata per realizzare quelle calde coperte in pile che ci tengono caldi d’inverno, e che i minerali dell’acqua farebbero diventare bisessuali. E detto da uno che ha mostrato di non capire cosa faccia male e cosa faccia bene, una dichiarazione del genere parla da sé.

Nel film “Schegge di follia” si ironizzava su certi stereotipi del maschio omofobo: per essere veri uomini nell’Ohio bisogna bere birra e se si beve acqua minerale si è gay. Ma si trattava di un inciso ironico, per prendere in giro come la società in cui viviamo si nutra di apparenze. Eppure – temiamo – che Jackson dicesse per davvero.