Le donne lavoratrici italiane hanno mediamente un’ora di tempo libero in meno, ogni settimana, rispetto ai colleghi maschi, ai loro mariti e compagni. Quando si lavora non si ha tempo per sé, quando non si lavora si dà tempo alla famiglia, agli altri, e per sé nei ritagli.

La situazione delle donne lavoratrici è confermata dai dati Istat emersi dal rapporto “Cambiamenti nei tempi di vita e attività del tempo libero”, che ha considerato un campione di 40.944 adulti che hanno descritto in un diario le loro attività quotidiane, mettendoli a confronto con serie simili di vent’anni prima. Secondo questo studio, il concetto stesso di tempo libero è cambiato profondamente a seconda del genere e poi anche del giorno della settimana che si prende in considerazione.

Se studenti (5h 51′ di tempo libero rispetto alle 4h 56′ delle studentesse) e lavoratori maschi sono accomunati da una sensibile differenza tra tempo libero nei giorni feriali e festivi – anche del 50% – per le donne le percentuali peggiorano a causa, in particolare, della differenza tra sabato e domenica, quel confine tra la fine del lavoro e il riposo che le donne conoscono molto bene: mestieri di casa, compiti dei bambini, spesa, organizzazione familiare. Tre ore e mezza, di media, contro l’ora scarsa degli uomini, che così godono di un vantaggio importante.

Per la precisione: gli uomini dispongono di quattro ore nette di tempo libero e svolgono lavoro familiare per 1h 14′, contro le 3h 13′ di tempo libero e le 3h39′ di lavoro domestico delle donne. Per non parlare del fatto che persino la domenica, ci scappano almeno tre quarti d’ora (sempre mediamente) dedicati ancora agli altri.

Nelle ore di tempo libero si può leggere un libro, informarsi, riposare, navigare su Internet, chiacchierare, e queste attività sono molto più importanti di quel che sembra per ricaricare le pile e anche per la propria formazione. Dunque, le donne soffrono di una discriminazione che ha il suo ruolo nella competizione tra uomini e donne nella società.

Per recuperare, spesso le donne diminuiscono il tempo dedicato al sonno, ai pasti (solo dopo le 21 per le donne il tempo libero supera il lavoro familiare) con prevedibili effetti negativi sulla salute. Ma c’è un dato che aiuta a comprendere meglio uno dei problemi: la televisione.

Il tempo libero delle donne è più spesso un tempo dedicato anche ad altre attività. In particolare per le occupate il 45% del tempo libero è svolto congiuntamente ad altre attività, contro il 35,5% del tempo libero degli occupati maschi, ma considerando le ore spese guardando la televisione come attività contemporanea ad altre attività, si annullano le differenze di genere. L’incidenza del tempo dedicato alla socialità insieme ad altre attività è maggiore per la componente femminile. In soldoni: se proprio volete guardare la tivù, fatelo con un occhio al romanzo, oppure chiacchierando con un’amica. Giusto per fare economia di tempo.

Fonte: Istat