Per essere felici basta cambiare prospettiva e il modo di vedere le cose: questo approccio non solo permette di essere sereni ma anche di vivere più a lungo. Essere ottimisti, cancellare ogni negatività e cambiare la prospettiva con cui vediamo le cose porterebbe a migliorare le nostre condizioni mentali e, di conseguenza, anche quelle fisiche.

Il recupero del benessere fisico e psicologico attraverso l’ottimismo è stato riscontrato da uno studio condotto da un gruppo di studiosi statunitensi, guidato dal professor Michael F. Scheier, capo del Dipartimento di Psicologia della Canergie-Mellon University e codirettore del centro Mente-Corpo di Pittsburgh. L’equipe di medici ha studiato il diverso approccio che due donne, entrambe con problemi alle coronarie, hanno avuto nell’apprendere la notizia del loro stato di salute e dell’intervento chirurgico a cui dovevano sottoporsi.

La donna più ottimista ha vissuto il post-ricovero con meno ansia, si è rivolta ad altri gruppi di supporto oltre l’ospedale e ha ragionato sulle novità a cui sarebbe andata incontro senza pensare a ciò che aveva perso: questo approccio alle cose ha permesso alla donna malata di cuore di migliorare più in fretta il proprio stato di salute, dimostrando di avere prospettive di vita più alte rispetto all’altra, imprigionata in una visione totalmente negativa delle cose.

I medici hanno definito questo approccio “dispositional optimist”, cioè una sana predisposizione all’ottimismo.

A differenza dei pessimisti, che tenderebbero a distorcere esageratamente le situazioni e a vederne sempre il peggio, gli ottimisti riducono o modificano il loro fattore di stress, cercando di far fronte in modo diverso e più positivo a ciò che può incutere ansia. Un tale punto di vista sulla vita, secondo i medici, migliora il sistema immunitario.

Inoltre, una simile prospettiva permetterebbe di vivere con una maggiore qualità anche malattie piuttosto gravi. Questo avverrebbe perché gli ottimisti, oltre a guardare le cose da un altro punto di vista, hanno obiettivi più chiari e sanno perfettamente come raggiungerli.

Gli studiosi hanno cercato di misurare l’ottimismo: il 25% dell’ottimismo deriverebbe da questioni genetiche, il 50% da esperienze di vita. Il restante 25% non sarebbe quantificabile e proverrebbe dal proprio carattere e dalle proprie attitudini.

È d’obbligo precisare che la relazione tra ottimismo e miglior sistema immunitario non è matematica, né l’ottimismo agisce come una potente medicina. Tuttavia per i medici un paziente ottimista è in grado di dare un grandissimo aiuto alla cura cui è sottoposto. Il dottor Scheier precisa, infatti, che l’ottimista non è colui che cambia le proprie aspettative ma colui che cambia il modo di vedere le cose, anche le meno belle.

Vivere con ottimismo non è utile solo nella cura delle malattie, ma è indispensabile soprattutto nella vita di tutti i giorni. Sono molto diffusi, infatti, quegli stati d’ansia che portano a problemi fisici – asma, tachicardia, disturbi gastrointestinali.

Si tende spesso a curare tali problemi fisici nel loro piccolo, senza allargare la prospettiva e senza pensare che possano derivare dal modo distorto e negativo con cui ci approccia alla vita. Talvolta, invece, agire sulla mente e modificare la propria visione del mondo significa poter vivere con serenità e felicità, garantendo al proprio corpo un benessere a tutto tondo.

Fonte: Healthy Women.