Per molti genitori il gattonare del bambino è il primo passo verso un futuro di grandi camminate e maratone. Spesso, però, questi stessi mamme e papà non si rendono conto dell’importanza di questo passaggio, e che seguire il bambino mentre impara a gattonare è fondamentale per un corretto sviluppo psicomotorio.

I bimbi infatti attraverso il gattonare scoprono il mondo che li circonda e apprendono fondamentali concetti relativi allo spazio come il sotto, il sopra, il dentro e il fuori. Attraverso questa prima capacità di muoversi autonomamente imparano a relazionarsi con le proprie capacità sensoriali, riconoscono le gambe e le mani e poco alla volta sviluppando la muscolatura che quando avranno imparato a stare in piedi gli sarà utilissima.

È proprio grazie al corretto gattonare che i bambini impareranno in futuro a camminare correttamente e a stare in piedi nel modo più giusto, stando in equilibrio. Secondo alcune ricerche, infatti, molti bimbi che hanno evitato questo passaggio hanno avuto difficoltà nell’imparare a camminare correttamente, oltre che problemi di equilibrio legati, ad esempio, all’utilizzo della bicicletta. In altri casi i bimbi sviluppano una difficoltà a muoversi senza inciampare o cadere, e spesso a causa di questo equilibrio precario si feriscono.

Ogni bambino gattona a modo suo, e tocca al genitore insegnare al piccolo il modo migliore per farlo; spesso i piccoli si rotolano per terra, gattonano strisciando, oppure solo da un lato o all’indietro, ma il modo migliore per gattonare sembra essere quello “tradizionale”, ovvero con mani e ginocchia poggiati a terra che si muovono armonicamente per permettere al bambino di avanzare.

Alcuni genitori si allarmano se il loro bimbo non mostra alcun interesse per il gattonare, tuttavia è necessario precisare che non tutti i bimbi compiono questo passaggio, arrivando spesso ad alzarsi in piedi e camminare senza aver mai sperimentato il muoversi a quattro zampe.

I bimbi di solito iniziano ad avere l’esigenza di gattonare, se molto precoci, anche intorno al quinto mese, più generalmente intorno all’ottavo. Talvolta una difficoltà nella coordinazione può essere sintomo di un disturbo psicomotorio o di un ritardo nell’apprendimento: se osservandolo quando è in prossimità del compimento del primo anno di vita ci si rende conto che il bambino non solo non gattona, ma non effettua altri movimenti come rotolare, strisciare e non muove gli arti in modo coordinato, potrebbe rendersi necessaria una visita pediatrica per escludere eventuali problemi.

Il discorso cambia, infine, nel caso in cui il bambino sia nato prematuro, condizione che può causare uno slittamento nel tempo anche di questi progressi e fasi di sviluppo.

Fonte: BabyDevelopmentsNews