Durante la conferenza di presentazione della sesta e ultima stagione di “Lost”, gli sceneggiatori Damon Lindelof e Jeffrey Lieber avevano promesso che tutti i misteri accumulatisi durante gli oltre cento episodi sarebbero stati risolti. Lo stesso Matthew Fox, l’attore che interpreta il dottor Jack Shephard, si era schierato contro tutti quegli spettatori “infedeli” che cominciavano ad accusare la produzione di inserire nella sceneggiatura un numero eccessivo di colpi di scena, rimasti poi irrisolti. Un finale c’era e avrebbe fatto chiarezza su tutto.

La sesta serie è iniziata, eppure, nonostante qualcosa cominci a essere più chiara, la sceneggiatura continua ad aggiungere legna sul fuoco, mostrando allo spettatore luoghi non ancora raggiunti e personaggi mai visti prima, confondendoli ancora una volta. Dove prima ci si era abituati a vedere gli eventi ambientati nel presente intervallarsi con i flashback dei vari protagonisti, e poi si erano inseriti i flashforward e gli sbalzi temporali, adesso si incastrano addirittura dei flash-sideways, ovvero delle realtà parallele in cui il famoso volo Oceanic 815 non è mai precipitato sulla famosa isola.

L’ultima puntata di “Lost” è prevista negli Stati Uniti il 23 maggio e, con 24 ore di differita, anche da noi in Italia. Allo stato attuale della vicenda nessuno riesce ancora a spiegarsi come tutto possa essere risolto in soli 10 episodi.

È il Washington Post a svelare l’arcano: “per motivi di tempo non potremo svelare tutti i misteri“, hanno dichiarato i creatori in una recente intervista. Nonostante i produttori esecutivi, Lindelof e Carlton Cuse, vogliano una chiusura definitiva della storia, questo incartamento della narrazione, unito al successo che la serie continua a riscuotere in tutto il mondo, potrebbero portare a una strategia di uscita di tipo commerciale, con un eventuale spin-off con attori diversi, un film conclusivo, un DVD contenente le scene tagliate o addirittura un parco giochi che arrivi dove la trama non è riuscita a insinuarsi.

“Lost” rischia di chiudersi con un beffardo paradosso: una serie con protagonisti dei dispersi talmente geniale e adrenalinica da aver fatto perdere la bussola persino ai propri creatori.