Il 2010 è stato un anno di grandi perdite per i personaggi storici della televisione italiana e mondiale. Per ovvie ragioni ricorderemo solo i principali, nella consapevolezza che i personaggi TV non muoiono veramente, ma restano nella memoria di chi li ha visti e nei filmati che, grazie alla potenza dello streaming, possono essere rivisti sempre.

Iniziamo dalla coppia per eccellenza della TV italiana, quella formata da Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, venuti a mancare rispettivamente a settembre e ad aprile. Un pezzo importante della televisione dalla sua nascita, la coppia è stata l’emblema sul piccolo schermo dell’ironia nelle piccole cose, del marito scostante per scherzo con la moglie, attratto magari da procaci giovani straniere, ma che poi alla fine di ogni avventura si ritrovava a letto con la compagna della vita a ripercorrere la propria giornata.

Un altro pezzo di storia della TV che se ne va è Tom Bosley, attore di telefilm americani tra cui spicca il celeberrimo “Happy days“, in cui interpretava Howard Cunningham, il padre di Richie. Il personaggio, ricordato come il suo più importante, è rimasto nella memoria collettiva come il padre di famiglia per antonomasia, quello che sa perdonare i figli, ma anche indirizzarli verso ciò che è meglio per tutti.

Uno dei grandi anziani della TV italiana che se n’è andato quest’anno è Lelio Luttazzi, incarnazione della “televisione pulita”, quella in cui parolacce e abiti succinti non esistevano affatto, e autore di moltissime tra le più belle sigle televisive.

In mezzo gli anziani se n’è andato purtroppo anche un giovane, Pietro Taricone, scomparso a seguito di un assurdo e inspiegabile incidente con il paracadute. Taricone aveva iniziato la sua carriera con la prima edizione del Grande Fratello. Pioniere del reality per eccellenza, aveva seguito studi da attore, divenendo interprete interessante di molte fiction e lungometraggi per il cinema.

Nel 2010 scompare anche il maestro Roberto Pregadio, direttore d’orchestra e spalla storica di Corrado nella sua “Corrida“. La sua straordinaria ironia era tutta nelle espressioni facciali, oltre che nella bravura di saper cogliere il lato buffo degli aspiranti cantanti e musicisti, che partecipavano al primo vero talent della TV, esistente quando ancora neppure il termine era stato coniato.

Ultimo ma non da ultimo, Gary Coleman, celebre per essere stato “Il mio amico Arnold“, che segue, con una morte di cui ancora restano numerosi interrogativi, l’orribile sequela di fatti tragici che hanno colpito negli anni i protagonisti di quel telefilm.