Interagire con i cavalli aiuta le donne a stare meglio e aiuta addirittura a curare certe patologie che colpiscono a ogni età. Questa ippoterapia è ormai una tendenza già consolidata che sarà presentata nei dettagli in occasione di Fieracavalli, la manifestazione che si terrà a Verona fino a domenica prossima.

E proprio a Fieracavalli, il Centro di referenza nazionale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (IzsVe) spiegherà nei dettagli il progetto che punta ad assistere alcuni malati o alcuni tipi di disabili con i cavalli. Ha detto Lino Cavedon, psicologo e psicoterapeuta del Centro di referenza:

«Per le donne in terapia avvicinarsi a questi 4 zampe per prendersi cura di loro è di notevole aiuto. In termini tecnici si chiama “grooming” e comprende la spazzolatura, la vestizione e la sellatura degli animali».

Fra le malattie per le quali la ippoterapia è indicata c’è l’autismo, la depressione, i traumi psicologici derivanti dalle operazioni di asportazione del seno, varie difficoltà motorie o addirittura psichiatriche. Prendersi cura di un cavallo – che in alcuni casi comprende anche il cavalcare – aiuta poi a trattare i disturbi del comportamento alimentare, la sclerosi multipla e i disturbi della personalità di giovani donne.

In Italia questa terapia è più utilizzata di quanto si pensi, visto che ci sono già circa 200 centri destinati a questo – prevalentemente in Lombardia e in Veneto – con un migliaio di cavalli a disposizione. A svolgere funzione terapeutiche sono anche gli asini, protagonisti di ciò che in termini medici si chiama onoterapia: anche in questo caso, la funzione curativa di questi piccoli equini è spiegata alla Fiera di Verona dall’Associazione “Asini si nasce” con 46 sedi in Italia e 2.500 associati. Questi animali, solitamente mansueti, docili e di dimensioni inferiori al cavallo, sono talvolta impiegati in trattamenti terapeutici anche nelle case di riposo o nei centri per bambini.

Fonte: Fieracavalli.